ITALIA REALE - mensile di politica, cultura e informazione

I VALORI DELL’ISTITUTO MONARCHICO


autore: 
Alfredo Covelli

Sul piano generale ci soccorrono le testimonianze della storia di gran parte dei popoli civili: è stata sempre la Monarchia ad aver difeso i deboli dai forti, le minoranze dalle maggioranze.

La storia dell’evo nuovo insegna, infatti, che la libertà politica, la giustizia sociale, l’uguaglianza giuridica sono frutti della Monarchia, perché tutta la lotta perla creazione di Stati nazionali è stata una lotta condotta e vinta in ogni tempo dalla Monarchia.
Per quello che attiene al nostro Paese la spiegazione è nel ricordo che si può chiedere agli Italiani di ciò che essi debbono alla Monarchia dei Savoia.
Essi Le debbono,oltre alla realtà geografica, dell’Unità Nazionale, la più completa, la più piena realtà democratica.

È stato un Re a concedere all’Italia, e forse all’Europa Continentale, il senso ed il gusto della libertà.
Gli Italiani hanno avuto le prime libertà democratiche da Carlo Alberto con la promulgazione dello Statuto, che è legato al Suo nome; uno Statuto che ha modellato disé tutta la vita italiana fino alla metà di questo secolo e che ha rappresentato il terreno giuridico e morale sul quale sisono intrecciati eventi e fasi di tutto il Risorgimento.

Lo stesso Cavour, le prime idee di libertà, di indipendenza, di unità nazionale, le ha trovate per prime nell’azione svolta dal Re Carlo Alberto e molto di ciò che gli servì per trionfare sul federalismo di Gioberti, sul repubblicanesimo di Mazzini, lo ha attinto alle regole e ai principi dell’ordinamento monarchico sardo-piemontese.

In definitiva la spiegazione è tutta nella Storia costellata di sacrifici, talvolta di olocausti, della Dinastia che ha regnato in Italia con piena onestà liberale e democratica: una Dinastia che non ha esitato a sacrificare tutta se stessa nella Persona dell’ultimo Re, in omaggio, nel nome della libertà popolare, quella, aggiungiamo noi monarchici, che fu avvelenata e distorta nel giugno 1946 dai vecchi e nuovi nemici dell’Unità d’Italia; una Storia che ha dei riferimenti significativi proprio in avvenimenti che riguardano il primo e l’ultimo Re d’Italia, a proposito dell’avvento della Costituzione albertina e di quella repubblicana.

Carlo Alberto concesse la prima e a questa rimase fedele a tutti i costi dando così inizio all’era delle libertà democratiche.

Umberto II: a seguito di quello che apparve - dico apparve - il volere della maggioranza degli Italiani, col suo esilio volontario, non opponendosi, cioè, come avrebbe potuto, alla sopraffazione, alla ingiustizia, alla truffa,intese comportarsi in maniera che gli Italiani, pacificati ed in assoluta libertà, se ne dessero un’altra, imitando così anch’Egli l’esempio dei Suoi Avi di assoluto ossequio,di assoluto mantenimento dell’impegno assunto dalla Sua Casata verso il popolo italiano.

Ecco, sono questi i ricorsi direi: sono queste le fedeltà, per nulla sfiorate da rancori, da lassismi, da risentimenti, che danno un contenuto alla garanzia di libertà oltre che di continuità nazionale; sono queste fedeltà, inoltre, che, al cospetto e al confronto di quelle attuali tanto conclamate e tanto puntualmente disattese, consentono a noi monarchici di poter affermare, in piena convinzione, l’attualità e la validità dell’istituto Monarchico, che, assicurando il progresso sociale, la libertà, la democrazia, favorisce l’incontro di tutte le forze politiche, sociali, culturali, economiche sui valori fondamentali dell’individuo, delle libertà civili, dello Stato.