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PANORAMA POLITICO


autore: 
G.V.R.

Il decisionismo dimostrato dal Governo nei primi mesi dopo la vittoria elettorale ha raccolto notevoli adesioni non soltanto tra chi ha votato a favore del centro-destra ma anche tra molti incerti e persino tra i sostenitori del centro-sinistra.
I rigorosi provvedimenti adottati in materia di ordine pubblico, la rapida soluzione del problema dell’immondizia a Napoli e la soppressione dell’iniqua tassa dell’I.C.I. sulla prima casa, hanno riscosso un notevole successo nell’opinione pubblica.
Però non sono tutte rose e fiori. C’è il problema del federalismo fiscale fortemente voluto da Bossi, per il quale il Ministro Calderoli ha approntato un progetto di legge che appare ancora nebuloso e che, secondo l’opposizione, con l’intento di finanziare i Comuni reintrodurrebbe l’I.C.I. sotto altro nome, cosa peraltro smentita dall’On. Berlusconi e da altri autorevoli esponenti del Popolo della Libertà.
Invece siamo costretti a non condividere l’esultanza del nostro Presidente del Consiglio per quanto riguarda l’accordo recentemente stipulato con il tirannello Gheddafi, Ras della Libia, il quale prevede che l’Italia nell’arco dei prossimi 20 anni paghi quale risarcimento per l’“occupazione coloniale” la sproporzionata somma di 5 miliardi di dollari per la realizzazione di una serie di opere pubbliche, tra le quali una grande strada che dovrà attraversare l’intera Libia, dal confine con l’Egitto a quello con la Tunisia.

Gheddafi e anche Berlusconi parlano erroneamente di occupazione da parte dell’Italia, ma dimenticano che il Regio Esercito Italiano nel 1911 ha liberato la Libia dall’occupazione turca, altro che occupazione! Si è anche dimenticato, e qui ne attribuiamo la responsabilità al Cavaliere, che nel 1970 ventimila italiani furono cacciati dalla Libia lasciando tutti i propri averi, fino ad ora mai risarciti, senza contare che la nostra Nazione durante il periodo coloniale aveva costruito una serie di opere pubbliche di grande entità, tra le quali la famosa Via Balbia, realizzata durante il governatorato del Maresciallo dell’Aria Italo Balbo.
Da parte del nostro Governo si è tentato di giustificare l’assurdo accordo, sostenendo che la suddetta enorme spesa avrà una ricaduta positiva per le nostre industrie che si troveranno avvantaggiate nell’assegnazione degli appalti; che inoltre d’ora in poi la Libia collaborerà con noi per impedire il transito degli emigrati africani diretti verso l’Italia e che, infine, ci siamo assicurati in modo permanente e definitivo l’invio di petrolio e gas libico a condizioni convenienti.
La verità invece è che si tratta di un pessimo affare, per un debito non dovuto; inoltre Gheddafi è un individuo notoriamente inaffidabile, pronto a cambiare le carte in tavola quando gli conviene. Nel frattempo ha affermato che nel trattato stipulato con Berlusconi vi sarebbe una clausola secondo la quale il nostro Governo si impegna ad impedire qualsiasi aggressione contro la Libia proveniente dal territorio italiano. Tale clausola sarebbe inaccettabile poiché l’Italia aderisce alla NATO e pertanto in caso di conflitto con la Libia non soltanto dovrebbe consentire il passaggio di mezzi e truppe ma dovrebbe addirittura partecipare all’attacco.

Il nostro Ministro degli Esteri ha già smentito, sia pure in modo circonvoluto le affermazioni di Gheddafi.
E’ necessario rilevare che mai una potenza coloniale ha risarcito gli indigeni dopo che questi avevano raggiunto l’indipendenza.
Tanto più che come si è già detto i libici sono stati liberati da un potere ben più oppressivo.
Un altro grosso problema che il Governo dovrà prossimamente affrontare è rappresentato da quello della Giustizia. Occorre impedire ai magistrati politicizzati di incriminare esponenti del governo e Italo Balbo.