mensile di politica, cultura e informazione

TRADIZIONE


autore: 
Angelo Ruggiero

Il Direttore del periodico di Studi e Azione Politica “Tradizione”, Prof. Angelo Ruggiero, ci ha indirizzato una cortese replica all’articolo da noi pubblicato nel mese di ottobre e riguardante alcune precisazioni di carattere storico nei rapporti tra la Repubblica di Genova, il Regno di Napoli e il Regno di Sardegna.
Ne riportiamo volentieri il testo, quale contributo al confronto culturale.

“Caro Avv. Mallucci ... l’articolo su Ferdinando II di Borbone non è un ‘saggio’, ma solo un ricordo di un Sovrano napoletano sempre demonizzato da certa pubblicistica ‘liberale’, scritto prendendo spunto da un fatto di cronaca recente rappresentato dalla ‘ricomparsa’ di una sua effige scultorea. Maria Sara Ruggiero è giovane, avvocato promettente, nata e cresciuta a Milano e, quindi, del tutto scevra da ‘nostalgismi’ meridionalisti.
Amante della storia, nelle sue ricerche, si è resa conto che la necessaria unità statuale italiana, rappresenta un bene e un valore che non può essere messo in discussione ma che è stata pagata a caro prezzo dalle popolazioni meridionali e con la scomparsa ‘dell’Antico Regno’, come veniva chiamato il Regno di Napoli, che aveva consolidato una unità statuale valida e gloriosa da Ruggiero II sino
ai Borbone.

La tradizione del Regno meridionale caratterizzata dai ‘corpi intermedi’ che temperava il ‘potere’ centrale, rispettando, con tutte le sue istruzioni, il primato della società sullo Stato, il principio di sussidiarietà, come oggi si usa dire.
Naturalmente, come Lei afferma nel suo pregevole e più che condivisibile articolo, tutto ciò era presente anche nello Stato Sabaudo.

Non ho nulla da obiettare sulla rievocazione storica che Lei sapientemente tratteggia con efficienza sintetica, riguardo ai Sovrani di Casa Savoia che si sono succeduti e alle vicende che hanno portato Genova e la
Liguria a far parte dello Stato Sabaudo.
Ma lei stesso ricorda ‘la repressione
di una vera e propria guerriglia urbana che attentava alla sicurezza dello Stato in un momento grave per il Regno di Sardegna, a seguito della sconfitta
conseguente la prima guerra di indipendenza’.

In tale occasione vi fu il bombardamento del porto di Genova. Sicuramente non fu Vittorio Emanuele a ordinarlo ma proprio dai rivoltosi ‘liberali’ fu affibbiato il nomignolo di ‘Re Bomba’ al Sovrano. Resta però il fatto che non si spiega come tale nomignolo sia passato a Ferdinando II di Borbone, senza che alcun episodio specifico lo giustifichi, tranne la volontà di certa retorica propaganda di ‘marca liberale’ che ha voluto consegnare alla memoria dei posteri un’immagine negativa di tutti i sovrani
di Casa Borbone.
L’errore commesso da Maria Sara Ruggiero è stato quello di ricordare l’episodio della ribellione di Genova con qualche considerazione non esatta e superflua.
‘Leggerezza’ commessa dalla fretta con la quale personalmente chi Le scrive commissionò il ‘pezzo’ pubblicato su ‘Tradizione’.

Ma prescindendo dall’esattezza o meno di episodi storici del passato, sui quali possiamo avere punti di vista differenti, l’essenziale è rappresentato dal fatto che Lei e noi condividiamo valori e principii che vanno recuperati per affrontare le incognite che ci riserva il futuro. Come Lei giustamente afferma, ‘rivalutare le piccole patrie e le diverse tradizioni dei popoli italiani è doveroso, anche per rendere giustizia a tante testimonianze di lealtà, fede ed eroismo, sacrificate da una certa politica accentratrice che ha seguito le vicende risorgimentali, sicuramente determinata dalla cultura predominante all’epoca e dalle contingenze del momento storico’.
Del resto, prescindendo dall’unità statuale raggiunta tardi e male, l’Italia, con i suoi molteplici aspetti che rappresentano una ricchezza è stata sempre una ‘nazione spontanea’ con una sua identità ben precisa, da Augusto in poi.

Accolgo con vero piacere l’appello da Lei lanciato di studiare la possibilità di un convegno che possa dare operatività al tradizionalismo politico rivolto verso il futuro.
Sono a Sua completa disposizione, per
qualsiasi iniziativa voglia proporci...”.


Angelo Ruggiero.