Il Consiglio regionale piemontese dell’Ordine dei Giornalisti mi ha consegnato una targa con dedica “Una vita per il giornalismo”.
Tale targa, conseguente all’iscrizione all’Albo dei Giornalisti pubblicisti da 40 anni, viene da me girata al nostro Mensile che mi onoro di dirigere dalla sua nascita nel 1967.
In effetti “Italia reale” che ha avuto quali precedenti testate “Stella e Corona”(sino alla scomparsa nel 1972 del Partito Monarchico) e Alleanza Monarchica (poi sostituita dall’attuale per significare che il Mensile intende essere la voce di tutti i monarchici e non solo di quelli dell’Associazione più importante e diffusa in Italia), è in assoluto la più longeva pubblicazione monarchica italiana, uscita sempre regolarmente, senza interruzioni, con una continuità che fa onore a quanti in tutti questi anni vi hanno collaborato, oltre naturalmente ai lettori - non pochi dei quali lo sono dal primo numero - che hanno avuto e continuano ad avere in noi quella fiducia che rinnovano di anno in anno e che ci permette di proseguire.
La formula che ci ha permesso di vivere e progredire è semplice: agli articoli di politica ed alle notizie “monarchiche”, abbiamo da sempre abbinato articoli e notizie su temi che interessano anche chi monarchico non è, ritenendo che sia inutile fare un notiziario diretto solo agli adepti ma che per indurre altri a pensare politicamente come noi è necessario far capire che non costituiamo una “setta” o gente che vive fuori dal mondo, lontani dai fatti della vita o dai tanti problemi che assillano gli Italiani.
Riteniamo di esserci riusciti tanto da essere anni addietrostati inseriti, unica pubblicazione politica, dalla Regione Piemonte (allora come oggi governata da sinistra) tra le “testate di informazione generale e per pubblici generali”, vale a dire quelle che interessano la generalità dei lettori, con conseguente offerta di finanziamento pubblico che abbiamo respinta convintiche i giornali al pari delle altre attività devono essere in grado di vivere senza gravare sulla collettività (principio che, se applicato in questo come in tanti altri campi, porterebbe a ingenti risparmi della spesa pubblica con abbattimento del debito nazionale senza necessità di reperire in continuazione ulteriori fonti di finanziamento con aggravamento delle imposte).
E’ chiaro che non avremmo potuto sopravvivere senza l’aiuto dei lettori e ne siamo grati a quanti da tanti anni ci sono stati e ci sono vicini.
Altro principio che abbiamo seguito sin dall’inizio è stato di ignorare talune organizzazioni che si definiscono
monarchiche, le quali, prive di argomenti, anziché i repubblicani di tanto in tanto attaccano noi a volte anche con espressioni incivili e volgari che ci fanno dubitare - a parte la mancanza di educazione, che è certa - che in realtà non si tratta di monarchici bensì solo di provocatori o, in alternativa, di gruppetti aventi lo scopo di “piazzare” falsi titoli nobiliari o fasulle onorificenze.
Il nostro Mensile sente il dovere di allertare i lettori contro i venditori di patacche alcuni dei quali sono stati segnalati anche dal quotidiano il “Corriere della sera”.
L’Italia sta attraversando periodi sempre più bui che la fanno scivolare costantemente in basso nelle graduatorie “positive” e la hanno svettare sempre più in alto in quelle “negative” con danni non solo ai pensionati, ai lavoratori ed ai risparmiatori, ma anche all’immagine della Nazione che coloro che ci governano hanno il dovere di tutelare e mantenere limpida, nel mentre stiamo diventando per molti aspetti lo zimbello degli altri Paesi civili.
Come monarchici possiamo fare poco per il nostro amato Paese, ma continueremo ad operare ed agire per aiutarlo e mai, come pare sia nella volontà di troppi politici, per umiliarlo e danneggiarlo.