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PANORAMA POLITICO


autore: 
Giancarlo Vittucci Righini

E’ fatta! La campagna elettorale si è finalmente chiusa con risultati veramente imprevedibili.
Il Centro Destra (Il Popolo della Libertà costituito da Forza Italia e Alleanza Nazionale più alcuni movimenti minori - Lega Nord e Movimento per l’Autonomia) ha vinto in modo netto ed inequivocabile conquistando 340 seggi alla Camera dei Deputati e 171 seggi al Senato.

La Sinistra-Centro (Partito Democratico costituito dai Democratici di Sinistra meno quelli del cosiddetto Correntone e dalla Margherita, cioè dai cattolici di sinistra, e Italia dei Valori) ne ha presi 239 alla Camera e 130 al Senato.
Degli altri partiti e movimenti, l’unica che è riuscita parzialmente a salvarsi è stata l’Unione di Centro che ha avuto 36 seggi alla Camera e 3 al Senato.
E’ scomparsa l’Estrema Sinistra che si era presentato sotto il nome di Sinistra Arcobaleno (costituita da Rifondazione Comunista, Partito dei Comunisti d’Italia, sinistra dei D.S. e Verdi di Sinistra).
E’ anche scomparso il Partito Socialista. Del pari non ha avuto eletti La Destra Fiamma Tricolore (costituita dall’ala destra di A.N.).

Così per la prima volta dalla fine dell’ultima guerra non sono più rappresentati in Parlamento i comunisti ed i socialisti ufficiali, anche se occorre tener presente che molti comunisti o postcomunisti che dir si voglia, sono stati eletti nelle liste del Partito Democratico a cominciare dal leader Veltroni e da altri noti caporioni come D’Alema,Fassino, Damiano, Bersani, ecc.
Veltroni aveva tentato di presentarsi come “l’uomo nuovo” a suo dire mai stato comunista (anche se era stato alto dirigente prima dei giovani comunisti e poi del P.C.I.) e aveva inserito nelle proprie liste anche persone degnissime tra le quali il Prof. Veronesi, il Generale Del Vecchio, il Prefetto Serra, ecc., nonché alcuni esponenti della grande industria e dell’alta finanza, suscitando riguardo a questi ultimi la critica degli ambienti sindacali.

Certamente una vittoria della Sinistra appariva improbabile dati i disastri combinati dal Prof. Prodi e compagni. Tuttavia Veltroni sperava di arrivare quanto meno ad un pareggio al Senato (a causa della diversa legge elettorale che prevede un premio di maggioranza su base regionale anziché su base nazionale), il che gli avrebbe consentito anche con l’aiuto dei senatori a vita, com’era già avvenuto nella scorsa legislatura, di bloccare l’azione del governo di centro-destra, con quale vantaggio per la già difficile situazione politico-economica italiana è facile immaginare.
Gli è andata male, anche se ha fatto di tutto per screditare il leader del centro-destra, che tra l’altro citava con giri di parole evitando accuratamente di pronunciarne il nome, forse per scaramanzia.

Altra ipotesi campata in aria era quella che in caso di sostanziale parità al Senato tra Popolo della Libertà e Partito Democratico, L’Unione di Centro potesse rappresentare l’ago della bilancia con la duplice conseguenza di un governo di coalizione e la presidenza del Consiglio addirittura all’On. Casini.
Ma nonostante le invettive, le previsioni catastrofiche, l’atteggiamento ostile dei cosiddetti poteri forti e dei mass-media, compresa la stampa sedicente indipendente a cominciare dal Corriere della Sera, da La Stampa e da Repubblica, e persino di parte della stampa internazionale, particolarmente britannica, gli Italiani non si sono lasciati imbrogliare e hanno votato in massa in favore di un netto cambiamento politicoistituzionale.
E alla vittoria in entrambi i rami del Parlamento il Centro Destra ha aggiunto quelle alle elezioni regionali in Sicilia e nel Friuli-Venezia Giulia.

Al Comune ed alla Provincia di Roma si andrà al ballottaggio, con esiti che non conosciamo nel momento in cui scriviamo.
E’ bene ricordare che dopo la loro risicatissima vittoria del 2006, le sinistre che avevano avuto soltanto circa 20.000 voti in più alla Camera (che avevano loro consentito di usufruire del premio di maggioranza) e circa 200.000 voti in meno al Senato, dove avevano avuto un numero di seggi pari a quelli del centro-destra a causa della diversa legge elettorale, grazie all’aiuto dei senatori a vita, avevano avuto l’impudenza di occupare tutte le cariche istituzionali (Presidenza della Camera a Bertinotti, del Senato a Marini, della repubblica a Napolitano).

Dopo l’attuale bruciante sconfitta Veltroni ha avuto l’incredibile faccia tosta di sostenere che la presidenza di una delle due Camere dovrebbe essere assegnata ad un parlamentare del suo partito.
Al che l’On. Berlusconi ha risposto per le rime, dicendo che quella proposta si sarebbe potuta realizzare soltanto nel caso che si fosse resa libera la poltrona del Capo dello Stato, definendola “ipotesi di scuola”.

Un fatto è certo: l’attuale maggioranza non è più disposta ad accettare invasioni di campo ed intromissioni da parte del presidente della repubblica, come si è verificato più volte in un passato recente e anche meno recente.
Un altro fatto auspicato dalla sinistra è che in un futuro forse prossimo possano verificarsi attriti tra il Popolo delle Libertà e la Lega soprattutto in materia di federalismo.
Tutto è possibile,ma noi riteniamo che un federalismo serio, in materia burocratica e fiscale, possa migliorare la situazione italiana, restando al contempo ferma ed intangibile l’Unità della nostra Patria.

D’altra parte è opportuno che la Lega si renda conto che molti dei voti che ha ricevuto, provengono da persone che considerano come primaria ed essenziale una politica diretta alla repressione della criminalità ed all’espulsione immediata degli stranieri clandestini, privi di mezzi di sussistenza e conseguentemente dediti ad attività illecite.
Questo è il primo problema da affrontare: quello della sicurezza.Tutto il resto viene dopo. Comunque l’attuale maggioranza ha i numeri per governare. Lo faccia con decisione, senza accettare condizionamenti da chicchessia.
Mantenga le promesse elettorali, provveda ad una riduzione dell’insopportabile carico fiscale, riduca il numero delle leggi, controlli l’andamento dei prezzi, soprattutto in materia alimentare, combatta la speculazione, dia agli Italiani un tenore di vita più sicuro e decoroso.

Infine un augurio a Silvio Berlusconi futuro Presidente del Consiglio.
Premesso che si tratta di un eccezionale uomo d’affari, dotato di straordinarie qualità e risorse sia intellettuali che fisiche, riteniamo però che debba circondarsi di collaboratori di prim’ordine, da Tremonti a Frattini a Letta, tanto per citarne alcuni, e guardarsi invece dei cosiddetti Jes Men che ha d’attorno, anche se preferiamo non citarli; purtroppo i cortigiani sono i peggiori consiglieri, perché non hanno il coraggio di esprimere le loro opinioni e di dare un quadro esatto della realtà e spesso generano nel loro capo l’illusione di essere infallibile e di potersi permettere qualsiasi esternazione o decisione anche la più sciocca o la più rovinosa.

Auguri Cavaliere!