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LE OLIMPIADI NON POSSONO FAR DIMENTICARE:


autore: 
italia reale

I RIFUGIATI POLITICI DEPORTATI

CHE LA POLIZIA SPARA SUI CONTADINI

I RIFUGIATI POLITICI DEPORTATI
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), denuncia che quest’anno la Cina ha deportato 15 rifugiati nei loro Paesi d’origine, nonostante il rischio che vengano perseguitati e torturati.
L’agenzia Onu, secondo cui le deportazioni farebbero parte di un piano di “pulizia” in vista delle Olimpiadi, cita il caso di un pachistano di 17 anni espulso verso il suo Paese lo scorso 3 aprile.

“Dal comportamento delle autorità cinesi risulta evidente la difficoltà a gestire una situazioneormai pressoché insostenibile per un sistema che è messo a dura prova dalle reazioni dell’opinione pubblica internazionale”, afferma il Vicepresidente del Parlamento europeo Mario Mauro (Pdl), commentando la proposta di risoluzione comune sulla situazione tibetana del Gruppo del Partito popolare europeo.


“I 135 morti e i più di 400 feriti in Tibet, nonché il fatto che il governo abbia dichiarato una ‘guerra popolare’ contro i tibetani, demonizzando il Dalai Lama, non sono che la punta dell’iceberg di una situazione che per troppo tempo è rimasta in secondo piano sull’agenda internazionale”; denuncia Mauro.


“Questa preoccupante escalation di violenza è un segnale di paura per quello che potrebbe comportare all’interno del sistema cinese un’eventuale riconoscimento della libertà religiosa e di quella delle minoranze.
C’è qualcosa che scricchiola in un sistema che
sembra essere vittima delle proprie contraddizioni”.


CHE LA POLIZIA SPARA SUI CONTADINI
Il 20 aprile scorso, nella provincia dello Yunnan la polizia ha sparato su un gruppo di 100 contadini che difendeva la terra espropriata da una compagnia mineraria. Negli scontri con le forze dell’ordine, almeno un contadino è rimasto ucciso, 5 sono stati feriti gravemente e oltre 20 percossi e contusi. Il gruppo minerario Zijn, tra le compagnie più importanti del Paese, stava negoziando con gli abitanti del villaggio per l’apertura di una miniera di tungsteno, ma questi avevano rifiutato perché il compenso era insufficiente.


Protetti da guardie di pubblica sicurezza, polizia e guardie civili, inviati dal governo, un gruppo di minatori ha cominciato gli scavi sul terreno del villaggio. I contadini hanno tentato di fermarli e di riprendere la scena con una videocamera per documentare il sopruso.
La polizia e i minatori hanno sequestrato le videocamere e la tensione è aumentata finchè la polizia ha sparato sulla folla uccidendo un contadino.
Decine di abitanti sono stati prelevati dalla polizia per essere interrogati.


Il governo ha bloccato ogni notizia e la polizia ha istituito posti di blocco sulle vie principali per controllare chi entri esca dalla provincia.
Un incidente simile era avvenuto ad aprile nella provincia di Hainan dove la polizia si era scontrata con oltre 6.000 abitanti che protestavano contro il governo locale per aver
confiscato circa 7.000 ettari di terra coltivata per costruire campi da golf, fronte di un indennizzo troppo basso. La polizia aveva lanciato gas lacrimogeni e caricato la folla
ferendo 300 contadini e isolando l’area.


Secondo Chen Xiwen,Vicedirettore dell'Ufficio
centrale per gli Affari finanziari ed economici, gli espropri forzati di terra sono la causa prima delle centinaia di rivolte che tutti i giorni scoppiano in Cina. I dati del ministero della Terra e delle Risorse affermano che nel 2006 le espropriazioni indebite sono cresciute fino 100.000 ettari di terreni un 76% in più rispetto al 2005 - di cui 43.000 ettari di terreni agricoli.

Alcune personalità del Partito comunista cinese rivendicano l'uso delle armi contro i contadini manifestanti.
(E.G., orrispondenza romana).