Al termine di una riunione congiunta i Segretari Nazionali di Alleanza Monarchica (Avv. Massimo Mallucci), del Movimento Monarchico Italiano (Dott. Alberto Claut) e del Partito Real Democratico (Dott. Massimo Arsetti) hanno espresso la volontà di impegnare i Monarchici Italiani a favore della libertà del Nepal, concordando il seguente comunicato stampa:
Alleanza Monarchica, Movimento Monarchico Italiano e Partito Real Democratico insieme per il Nepal!
Sono anni che in Europa ci giunge poco o nulla di quel che accade nel Regno del Nepal. Quel che si sa viene, per lo più, da piccole testate on-line o da organi indipendenti quali il comitato Nepal Freedom.
I monarchici italiani denunciano questo silenzio mediatico ricordando la drammatica situazione che stanno vivendo le popolazioni e le legittime Istituzioni del Paese. Soprattutto gli abitanti dei villaggi e delle campagne sono soggetti a violenze inaudite, da parte di gruppi estremisti di comunisti-
maoisti. Poche settimane fa i maoisti - fatti rientrare faticosamente nell’alveo legale e parlamentare l’anno scorso - hanno lasciato di nuovo il governo, dopo il rifiuto del primo ministro Girija Prasad Koirale di procedere ad un accordo per l’abolizione della Monarchia Costituzionale.
La maggior parte dei partiti del Parlamento Nepalese sono a favore del mantenimento della Monarchia Costituzionale, unica garanzia di legalità e democraticità, contro le ingerenze dei ribelli maoisti e le frange più estreme della sinistra.
Le elezioni sono state rimandate a data da definire e per il Paese si prospetta un periodo difficile, basti ricordare i soprusi, le violenze e perfino gli eccidi perpetrati dai guerriglieri maoisti ai danni della popolazione civile.
Alleanza Monarchica, il Movimento Monarchico Italiano ed il Partito Real Democratico, che rappresentano i monarchici italiani politicamente impegnati, intendono valorizzare e promuovere ogni iniziativa volta a sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo della Monarchia Nepalese come difesa dei principii
di libertà, di giustizia e dignità delle popolazioni.
E’con amarezza di uomo, giovane e solo poi di Segretario Giovanile dell’Alleanza Monarchica che apprendo la notizia che il Nepal è ad “un passo” dalla repubblica. Con altrettanta tristezza leggo tra le righe di Carla Reschia, autrice dell’articolo apparso su “La Stampa Web”, l’inesattezza storica ma soprattutto il pregiudizio, come se ogni Monarchia fosse di Diritto destinata a soccombere. Leggo di un Re tiranno e assolutista ma non leggo la critica ad una guerriglia armata che da vent’anni devasta le campagne raccogliendo “consensi”, rapisce giovani e bambini costringendoli ad arruolarsi tra le sue file, ha fatto chiudere istituti scolastici, riscosso tasse forzate ai contadini già in condizioni precarie e che ora è riuscita a stringere nella morsa del ricatto il Paese.
Leggo di un Re tiranno che avrà avuto le sue colpe, anche gravi, ma non leggo di una Monarchia che per quasi trecento anni è stata garante dell’indipendenza del Nepal.
Che le Monarchie secolari debbano essere liquidate con un “bye bye” da noi colti e civili europei, che di Monarchie ne contiamo ancora molte? Sono cresciuto in uno Stato che ha sempre riempito la propria bocca degli alti concetti di democrazia e di autodeterminazione, ma nessuno in questo Stato alza la voce per criticare come il cambio di un sistema istituzionale avvenga senza un referendum popolare ma che anzi venga affermato come, ancora prima dell’elezione - a suffragio universale - di una assemblea costituente, sia stato già deciso che questa voterà la forma istituzionale del Paese.
Si stigmatizza il ruolo di un Monarca che, ripeto, avrà indubbiamente commesso degli errori, ma non si stigmatizza questa vera e propria violazione del Diritto di scegliere del popolo nepalese.
La democrazia, quella vera con la D maiuscola, è concetto che deve valere a 360 gradi e non solo quando fa comodo o a seconda dei casi e delle convenienze.
Lorenzo Beato
(Allenza Monarchica Giovani)
Riportiamo la lettera inviata
dal Dr. Franco Ceccarelli all’Ambasciatore a riposo Sergio Romano, in risposta a suo commento alle notizie giunte dal Nepal,pubblicato su il“Corriere della Sera”.
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Gentile Ambasciatore,
sono rimasto sconcertato ed amareggiato per quanto riportato dal “Corriere della Sera” riguardo gli ultimi sviluppi della situazione politica del Nepal, ultima Monarchia induista.
Trovo gravissimo che un’assemblea non eletta a suffragio universale - quale è quella che oggi regge quella Nazione - perpetri quel che ritengo sia un vero e proprio arbitrio - quale quello di mutare il sistema istituzionale del Paese senza un referendum popolare.
Già oggi sappiamo che l’Assemblea costituente che sarà eletta in primavera “proclamerà la repubblica federale democratica”.
Ciò anche se tale assemblea - per più o meno negletta ipotesi - dovesse essere formata dal 98% di convinti monarchici.
Sono certo che l’attuale Sovrano sia corresponsabile di tale situazione,ma sono altrettanto certo che non è così che si insegna la democrazia.
Il movimento maoista - che si ispira ad una Cina che di maoista mantiene oggi solo la foto di Mao sulla Piazza Tien An Men - sembra sia riuscito ad imporre la legge del più forte, prendendo per stanchezza gli avversari, con una guerriglia che porta avanti da più di vent’anni, quando ancora regnava l’amatissimo Re Birindra, tragicamente scomparso nel 2001.
Sconcertante, inoltre - pur comprendendo alcune delle motivazioni che lo hanno ispirato - il giudizio del Segretario generale dell’Onu, che ha espresso la propria “felicità” per un accordo che, ripeto, sembra mutare un sistema istituzionale plurisecolare, senza consultare minimamente i milioni di Nepalesi:
qui non si tratta di essere monarchici o repubblicani, si tratta di maturità
democratica e quando si parla di libertà e di democrazia, sarebbe bene, forse, abbassare un tantino la voce.
Cordialmente.
Franco Ceccarelli.