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PANORAMA POLITICO


autore: 
Giancarlo Vittucci Righini

Le elezioni si stanno avvicinando a grandi passi e tutti i partiti si organizzano, preparano programmi e liste dei candidati.Da segnalare la costituzione del Popolo delle Libertà, al quale hanno aderito Forza Italia, i Circoli della Libertà della Brambilla già fiancheggiatori di F.I., Alleanza Nazionale, l’ala destra dell’U.C.D. capeggiata da Giovanardi e Bonsignore, più alcuni movimenti minori come i liberaldemocratici di Dini, Alternativa Sociale della Mussolini, una parte dei socialisti, il P.R.I. il partito dei pensionati, più alcuni politici a titolo personale come Fisichella, eletto per la Margherita alle scorse votazioni.

Non hanno aderito invece la “Destra” di Storace, né l’U.D.C. di Casini, le quali avrebbero preferito una semplice alleanza con il Popolo delle Libertà, in modo da potersi presentare con i propri simboli e proprie liste.

Unici alleati del raggruppamento che fa capo a Berlusconi, saranno la Lega Nord di Bossi per l’Alta Italia e la Lega Sud di Lombardo per l’Italia Meridionale e Centrale.

Ci auguriamo che l’aut aut di Berlusconi, il quale è convinto di vincere a mani basse, non si ritorca contro il centro-destra e soprattutto contro gli Italiani. Se alle scorse elezioni la sinistracentro ha vinto per poco più di 20.000 voti, questa volta al Cavaliere verranno presumibilmente a mancare alcuni milioni di voti provenienti dalla diaspora a destra ed al centro.

Altri voti saranno sottratti dalla lista antiabortista “Per la vita” di Ferrara nel caso che si presenti.
E’ ben vero che il Governo Prodi ha condotto una politica disastrosa, aumentato le tasse e si è limitato ad adottare misure di ordinaria amministrazione, senza intraprendere quelle riforme e quelle grandi opere delle quali vi sarebbe stata assoluta necessità; inoltre non ha saputo bloccare l’inflazione, per cui i prezzi negli ultimi tempi sono aumentati in modo eccessivo e preoccupante, al pari della criminalità alla quale contribuiscono in modo esponenziale gli stranieri clandestini.

D’altra parte anche a sinistra si è verificata una diaspora che presumibilmente sottrarrà parecchi voti al Partito Democratico di Veltroni, costituito dalla confluenza dei Democratici di Sinistra con la Margherita, con in più alcuni candidati dell’Italia dei Valori di Di Pietro e dei radicali della Bonino.

Il povero Veltroni, nel vano tentativo di prendere le distanze da Prodi, che è il Presidente del P.D., non lo ripresenterà come candidato, lo stesso avverrà per Padoa Schioppa, l’ineffabile ministro che sosteneva che “pagare le tasse è bellissimo” e per Visco, altro campione dell’imposizione fiscale.

Sarà interessante vedere se avrà il coraggio di candidare Bassolino o la Iervolino, principali responsabili del degrado della Campania e di Napoli.
Sempre a sinistra, senza apparentamenti si presenteranno la lista della Sinistra Arcobaleno (Rifondazione Comunista di Bertinotti, PC.d.I. di Diliberto, Sinistra Democratica di Mussi e Verdi di sinistra di Pecoraro Scanio), e quella dei Socialisti di Boselli.

Ad aggravare la situazione per il P.D. è la posizione assunta per la prima volta dai Vescovi i quali rimproverano a chiare lettere a Veltroni di aver accolto nelle sue file i fautori dell’aborto, dell’eutanasia, delle unioni omosessuali e della depenalizzazione della droga.

Un altro elemento di incertezza è rappresentato da quello che sarà il risultato elettorale della “Costituente di Centro” formata da ex D.C. provenienti per la maggior parte dal centrodestra, ma in parte anche dalla Margherita la quale avrà come candidato premier Casini e come ulteriori leaders Pezzotta e Tabacci; tale formazione potrebbe allearsi di volta in volta con lo schieramento che le è più conveniente.

Comunque con l’attuale legge elettorale la “cosa bianca”, anche se riuscisse a superare il limite del 4% su base nazionale per la Camera dei Deputati e dell’8% su base regionale per il Senato, non sarebbe determinante perchè allo schieramento che avrà conseguito il maggior numero di voti andrà il 55% dei seggi.

Tra le ulteriori liste che corrono il rischio di non raccogliere il minimo di voti necessario per ottenere dei seggi vi è poi l’UDEUR di Mastella con la quale pare che nessuno voglia allearsi.
Ci auguriamo che alla vittoria del “Popolo delle Libertà” e liste collegate facciano seguito la riduzione delle tasse, a cominciare dalla soppressione dell’ICI e dell’imposta sulle successioni, nonché la lotta contro il crimine, la riduzione dell’inflazione e l’avvio delle grandi opere.

Ci auguriamo anche che le liste della coalizione di centrodestra che sosteniamo, non siano infarcite di nani, ballerine e riciclati provenienti da sinistra, e che una nuova legge elettorale consenta agli Italiani di tornare a scegliere tra i candidati quelli che preferiscono, sottraendo questo potere veramente arcaico ed ingiusto alle segreterie dei partiti, che di fatto si fanno beffe della sovranità popolare.