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PANORAMA POLITICO


autore: 
Giancarlo Vittucci Righini

L’Italia grazie a Prodi e compagni si è trasformata in un assurdo coacervo che la pone allo stesso tempo tra le repubbliche delle banane ed i soviet di marca bolscevica.

Un governo nel quale vi sono ministri che parlano a vanvera contraddicendosi a vicenda, e altri che partecipano a manifestazioni contro il governo del quale fanno parte.
Un leader, si fa per dire, che dopo aver promesso di non aumentare le tasse, subito dopo aver vinto le elezioni con una differenza di appena 20.000 voti, si è affrettato ad aumentarle ed a ripristinare le tasse sulle successioni, e si propone di procedere ad un’ulteriore stretta fiscale nel 2008, che colpirà in particolare le cosiddette rendite finanziarie, cioè il risparmio degli Italiani sul quale sono già state pagate pesanti tasse.

Nonostante l’aumento delle somme frutto dell’imposizione fiscale, la spesa pubblica continua ad aumentare senza freni, al fine di alimentare una classe politica incapace e senza vergogna.
Non sapendo più a quale santo votarsi il Prof. Prodi ha chiesto pubblicamente alla Chiesa di esortare gli Italiani a pagare le tasse!

Come se non bastassero e avanzassero quelle che già vengono pagate.
Gli è stato risposto per bocca del Cardinare Bertone, che è giusto pagare le tasse a condizione che siano eque e che il loro ricavato sia destinato a servizi efficienti. Il che purtroppo con buona pace dei nostri attuali governanti, non avviene.

Basta constatare la mancanza di sicurezza, l’aumento indiscriminato dei reati contro la persona e contro il patrimonio, il disservizio ferroviario e quello postale nonostante il raddoppio delle tariffe, l’emergenza rifiuti che sommerge molte città, i troppo scarsi finanziamenti a favore delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate, e via dicendo.

Si accentuano le difficoltà e le contraddizioni all’interno del cosiddetto Partito Democratico, formato dalla confluenza degli ex P.C.I. e della sinistra DC. Alla candidatura a segretario del nuovo partito dell’On. Veltroni, attuale sindaco di Roma, che avrebbe dovuto essere l’unica, se ne sono aggiunte varie altre, le più rilevanti delle quali sono quelle della Bindi, attuale ministro della Sanità e dell’On. Letta, attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Sono state invece respinte quelle del leader radicale Pannella, del leader dell’Italia dei Valori Di Pietro, ai quali è stata rifiutata l’iscrizione al nuovo partito, e di Furio Colombo, già direttore de “L’Unità”, che non aveva nemmeno presentato le firme richieste per le candidature.
L’elezione di Veltroni appare ancora molto probabile per non dire certa, ma non avrà quel carattere plebiscitario che le si voleva attribuire.

Le difficoltà di Veltroni comunque sono viste con favore dal Prof. Prodi, il quale temeva di dovergli cedere anzitempo la presidenza del Consiglio dei Ministri.
Ma a parte il problema delle candidature a segretario, vi sono altri problemi che contribuiscono a peggiorare la situazione: la scissione della sinistra dei D.S. capeggiata dal ministro dell’istruzione Mussi, il comportamento ambiguo di altri esponenti di primo piano come Angius, capo del gruppo parlamentare DS al Senato, la pretesa di esponenti della Margherita che le feste dell’Unità, assumano per l’avvenire una diversa denominazione, il che comporterebbe anche una diversa destinazione dei relativi finanziamenti, sono tutti segnali poco rassicuranti che mettono a rischio la stessa esistenza del P.D.

D’altra parte è possibile o addirittura probabile che fin dall’inizio prenda il sopravvento l’area rappresentata dai D.S., più numerosi, meglio organizzati, supportati dalle varie organizzazioni sindacali e dalle cooperative rosse, e forniti di assai maggiori mezzi finanziari.

Anche la sorte del quotidiano “L’Unità”, viene messa in discussione, benché da tempo non sia più l’organo dei D.S. e almeno formalmente appartenga ad un gruppo di imprenditori privati.
Al contempo altri gravi problemi incombono sul governo.
In particolare la radicale modifica della legge Biagi, pretesa da Rifondazione Comunista e dagli altri gruppi più estremisti, alla quale si oppone l’ala moderata dell’attuale maggioranza; del pari è oggetto di contestazioni la nostra missione militare in Afghanistan, anche se nella fattispecie Prodi potrebbe comunque contare sull’appoggio dell’opposizione di centro-destra.

Vi è poi il problema rappresentato dalla denuncia del Generale Speciale destituito dal comando della Guardia di Finanza, contro Prodi, Padoa Schioppa e Visco, che è all’esame del cosiddetto Tribunale dei Ministri, e che in caso di accoglimento potrebbe avere conseguenze molto negative per il governo.

Per quanto attiene all’opposizione è da segnalare la fondazione del movimento politico denominato “Destra” fondato dall’ex ministro della Sanità Storace al quale hanno aderito vari esponenti di primo piano di A.N., scontenti della conduzione troppo autoritaria di Fini.

Ha suscitato scalpore a sinistra l’accenno di Bossi ad un eventuale ricorso alle armi da parte degli scontenti del fisco nel Nord; si tratta della solita provocazione estiva puramente verbale alla quale ricorre abilmente il capo della Lega per far parlare di sé.