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PANORAMA POLITICO: POVERA ITALIA


autore: 
Giancarlo Vittucci Righini

La situazione è in costante, progressiva fibrillazione. Il fragile Governo Prodi è costantemente allo sbando. La costituzione del Partito cosiddetto Democratico è sempre più ardua e contestata. Oltre ai dissidenti della Sinistra Democratica, ad Angius, già capogruppo dell’Ulivo al Senato, che ha espresso l’intenzione di aderire alla costituente socialista, ai senatori Bordon e Manzione che già da tempo contestano il P.D., si è aggiunto Lamberto Dini con i senatori D’Amico e Scalera, che ha dichiarato che non aderirà al nuovo partito e che d’ora in avanti valuterà caso per caso se votare con l’attuale maggioranza.

A sua volta il leader dell’UDR Mastella ha fatto sapere che non intende più sottostare alle pretese dell’estrema sinistra.
Data l’estrema esiguità della maggioranza al Senato, è prevedibile che il Governo difficilmente riuscirà a sopravvivere allorché si tratterà di votare la legge finanziaria 2008.
E’ possibile che a quel punto Prodi sia costretto a passare la mano e che gli subentri Dini alla testa di un governo tecnico di transizione al fine di evitare le elezioni anticipate.
L’unica cosa che tiene ancora unita l’attuale maggioranza è la paura di cedere il passo a Berlusconi.
Nel frattempo si è scatenata un’ondata amplissima di sdegno e di disprezzo nei confronti della classe politica.
Di fatto il Governo è paralizzato data l’esiguità dei numeri sui quali può contare al Senato. La crisi è poi stata accelerata dal fenomeno del comico Beppe Grillo, che con le sue contestazioni sta raccogliendo un vasto seguito popolare. E’ dagli anni ’90 che gli Italiani subiscono la politica inconcludente, malamente abborracciata dai governi di centro-sinistra, intramezzata per un periodo da quella del Governo Berlusconi poco incisiva anche a causa delle divergenze al proprio interno.

E’ evidente la necessità di compiere grandi riforme, rese però impossibili dall’attuale condizione permanente di stallo. Ne consegue che la stragrande maggioranza degli Italiani conscia dell’irrecuperabilità della situazione, contesta aspramente la casta dei politici e dei burocrati, e la larga adesione popolare agli attacchi di Grillo conferma la nostra tesi.

Vi è chi afferma che la pericolosa e grave crisi istituzionale ed economica italiana potrebbe sfociare nell’abbandono dell’euro e nel ritorno della lira.
Questa eventualità è stata affrontata da un articolo dell’ex presidente della Federal Riserve Alan Greenspan pubblicato dal quotidiano finanziario Il Sole 24 Ore, nel quale si dice, tra l’altro, che l’Italia se non fosse legata all’euro, avrebbe sicuramente svalutato la moneta, come ha fatto in passato. Ma se reintroducessimo la lira (presumibilmente con un tasso svalutato), gli Italiani dovrebbero decidere che cosa fare con i loro attuali obblighi legali espressi in euro. Pagare gli interessi di debiti in euro diventerebbe molto costoso e si creerebbe una grande incertezza, dato che il tasso di cambio lira/euro sarebbe quasi sicuramente molto instabile, almeno per un certo periodo. In tale caso l’Italia dovrebbe negoziare la riconversione dei debiti in lire.
Ma secondo Greenspan “Imporre per legge la conversione dei debiti (sia pubblici sia privati) con un tasso di cambio arbitrario significherebbe a tutti gli effetti dichiarare bancarotta, il che minerebbe la capacità di credito della nazione”. Così conclude l’articolista: “Dopo essersi affacciata sull’orlo dell’abisso, la leadership italiana ha saggiamente deciso di escludere un’iniziativa del genere”. Parole chiare che esprimono la totale diffidenza e sfiducia nell’attuale dirigenza politica italiana.

Un fatto è certo. La gente non ne può veramente più di una casta di politici intoccabili, superpagati, strafottenti, sfrontati, litigiosi, incapaci, che non ancora soddisfatti degli enormi emolumenti che si sono attribuiti, della lauta pensione alla quale hanno diritto dopo appena due anni e 6 mesi (mentre agli Italiani occorrono oltre 35 anni), hanno acquistato immobili di pregio appartenenti ad enti pubblici a meno della metà del loro valore effettivo, fruendo per di più di mutui a tassi estremamente bassi.

Una casta che sta rovinando l’Italia con sprechi pazzeschi, spese faraoniche: per fare un esempio le sole auto blu, cioè quelle di rappresentanza con i relativi autisti sono oltre 500.000, quando poi mancano i fondi per sostituire i veicoli ormai vetusti delle Forze dell’Ordine e dei Pompieri e addirittura quelli per il carburante!

Inoltre la delinquenza dilaga, l’immigrazione clandestina è senza freni, i vari gruppi etnici stranieri sono sempre più tracotanti ed avanzano pretese assurde veramente inaccettabili, con l’appoggio dell’estrema sinistra, supportata da quella extraparlamentare.

Qui non si tratta di essere razzisti, però occorre che gli stranieri che vengono in Italia, rispettino le nostre leggi e le nostre tradizioni comprese quelle religiose come facciamo noi quando andiamo all’estero; tanto per fare un esempio, è inaccettabile che un non cristiano si permetta di murare un’edicola della Madonna perché “gli da fastidio”.
Fino a prova contraria la nostra è una Nazione cattolica e chi non rispetta la nostra Religione è bene che faccia fagotto e riporti i suoi stracci nei suoi luoghi di origine, dove la sua tracotanza avrà finalmente il trattamento che merita.
Persino la sinistra moderata si è resa conto che così non si può andare avanti, tanto è vero che per la prima volta esponenti D.S. come il Ministro dell’Interno Amato, hanno parlato di necessità di inasprire le pene, della certezza della loro applicazione, del rafforzamento dell’Ordine pubblico e del controllo del territorio.
Non vorremmo però che si trattasse soltanto di un espediente per blandire l’opinione pubblica. A parte il fatto che l’estrema sinistra dell’attuale maggioranza, indispensabile sotto il profilo numerico, impedirebbe la realizzazione di una siffatta politica.
Inoltre è evidente che un governo di centro-destra darebbe maggiori garanzie a questo riguardo, dal momento che tutte le sue componenti sarebbero concordi.

A complicare per il Governo le cose si è aggiunto il caso del Vice Ministro dell’Economia Visco, il quale secondo la Procura della repubblica di Roma avrebbe tenuto una condotta non illecita ma illegittima (?) nei confronti del Generale Speciale, all’epoca Comandante della Guardia di Finanza. Sarebbe opportuno che a questo punto Visco si dimettesse, come è stato richiesto non soltanto dal centro-destra ma anche dal Ministro Di Pietro. Ma vi è agitazione anche tra le file dell’opposizione. Tanto è vero che il Governo Prodi è stato salvato al Senato dai tre senatori del nuovo movimento denominato Destra (Storace, Losurdo e Morselli) i quali hanno fatto mancare i loro voti alla mozione presentata dal centrodestra che è stata respinta con 155 voti contro 153.

Storace ha dichiarato che si sarebbe trattato di una protesta contro il silenzio della RAI nei confronti del suo movimento; si ritiene invece che si sia trattato di una ripicca perché non era stato invitato alla riunione dei capi del centro-destra per l’opposizione dell’On. Fini, presidente di A.N.

Inoltre Casini leader dell’UDC ancora recentemente ha espresso la propria preferenza per un ricompattamento delle varie forze moderate che si richiamano alla D.C. sia nel centro-destra che nel centro-sinistra.
In conclusione la situazione è drammatica. I prezzi continuano ad aumentare, i pensionati e quanti vivono con un reddito fisso sono allo stremo, mentre il Governo è alle corde e resta immobile nel tentativo impossibile di mettere d’accordo i moderati e gli estremisti che lo sostengono.

Ma i nodi delle pensioni e della normativa sul lavoro, oltre a quello della nostra permanenza in Afghanistan verranno presto al pettine e non è detto che Prodi riesca a scioglierli nonostante l’aiuto dei senatori a vita.