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IL GOVERNO DI CENTRO-SINISTRA


autore: 
Roberto Vittucci Righini

Nessuno è infallibile e tutti, nessuno escluso, possono sbagliare, ma se c’è per me una cosa certa, un dato di fatto inconfutabile, è che il centro-sinistra o sinistra-centro, come è più esatto dire, rimarrà al governo dell’Italia sino alla regolare scadenza dei cinque anni dall’aprile 2006 e così sino al 2011.

L’On. Romano Prodi, al quale la decadente politica italiana ha attribuito il soprannome di “Mortadella”, rimarrà sempre più imprigionato nelle grinfie dell’estrema sinistra (comunisti e verdi) che ne condizioneranno la politica in buona parte (ma non del tutto in quanto in taluni casi il governo da lui presieduto potrà, specialmente in tema di politica estera, contare sull’appoggio del centro-destra) e potrà anche venir defenestrato a similitudine di un non lontano passato, dall’On. Massimo D’Alema o da qualcun altro, ma la situazione non cambierà: avremo il sinistra-centro sino al 2011, con l’augurio che non vinca anche le elezioni di quell’anno.

Qualcuno penserà che io stia parlando a vanvera in quanto l’On. Silvio Berlusconi ha invece più volte dichiarato e “chiarito” che il governo del centro-sinistra è agli sgoccioli e che in ogni caso dopo le prossime vicine elezioni amministrative dovrà andarsene a casa con la coda tra le gambe a seguito della pesante sconfitta che vi subirà.
Ho sempre dato atto che l’On. Berlusconi è stato ed è un grandissimo industriale, un genio nel campo degli affari, un Mida che ha saputo trasformare in oro mattoni (Milano 2 e 3, ecc.), scatole magiche (intendendo per esse le televisioni) e quant’altro ha toccato, ma del pari ho sempre sostenuto che non ha il senso pieno della politica e, cosa più grave, non ha saputo circondarsi di persone che abbiano tale senso assolutamente indispensabile per chi deve dedicarsi all’attività pubblica.

Ragionando più da industriale che da politico, l’On. Berlusconi sin dal momento della sua apparizione, nei primi anni ’90, sulla scena politica italiana, ha chiamato a raccolta sotto le bandiere di “Forza Italia” non solo persone politicamente preparate, leali e pronte a votarsi per il bene degli Italiani, ma anche una gran quantità di transfughi dai partiti tradizionali (comunisti compresi), di gente già marchiata da condanne penali, di piccoli arrivisti, di persone prive di mezzi di sussistenza diversi da quelli che offre ai più spregiudicati la politica, e via dicendo.

Nessuna meraviglia, quindi, ed anzi essa vi sarebbe stata se non fosse successo, che alcuni e neanche pochi di quanti avevano risposto al suo richiamo per scopi esclusivamente di utilità personale, se ne siano poi andati e se ne stiano andando (come sta succedendo di recente in Piemonte) da “Forza Italia” ora che essa non può più garantire posti di potere.

Naturalmente le scuse per i voltafaccia sono le più “nobili” e sincere; nessuno nel cambiare casacca dice mai la piena verità, tutti o quasi tutti dichiarano di farlo per il bene altrui (non certo proprio, ci mancherebbe!) per dare alla propria attività a favore del popolo quel senso concreto e utile per cui erano scesi in campo, ma che ora non percepiscono più a naso (manco fossero cani da trifola) in una formazione politica (“Forza Italia”) priva di programmi concreti, ecc., ecc. e chi più ha fantasia più ne racconta.

Nel mentre, quindi, l’On. Berlusconi non può ciecamente contare su tutti gli eletti al Parlamento in “Forza Italia”, il centro-sinistra che il potere esercita occupando anche tutte le poltrone e poltroncine di sottogoverno, dalle quali un po’ alla volta sta allontanando chi vi era stato insediato dal governo di centro-destra, non solo ha il coltello per la parte del manico, ma ha la forza per tenerlo ben stretto quanto meno sino al 2011.

In altre parole e per essere ancora più chiaro, tizio insediato alla presidenza dell’Ente tale dal governo Berlusconi e che tema di venir privato di essa dal governo Prodi è umanamente (anche se non onestamente) maggiormente portato a cambiare casacca ed a diventare un voltagabbana, rispetto ad uno che dopo aver appoggiato il centro-sinistra nelle ultime elezioni politiche ne abbia ricevuto o sia in attesa di riceverne il compenso con una poltrona o poltroncina in qualche Ente.

Tornando al caso concreto del Parlamento italiano, è chiaro in quanto lo dicono i numeri, che alla Camera dei deputati (non più “onorevoli”, come opportunamente è stato deciso) il governo di centro-sinistra ha una maggioranza a prova di terremoto, che gli è stata tra l’altro garantita dalla legge elettorale voluta dai “cervelloni” del centrodestra.

Il problema per il centrosinistra potrebbe sorgere in Senato dove la maggioranza si regge sui suoi componenti a vita, una schieretta di persone anziane ma lucide e più che altro riconoscenti (quelle non di diritto come gli ex presidenti dello Stato) alla parte politica alla quale apparteneva il presidente della repubblica che li ha nominati.
E’ pur vero che dopo ogni votazione determinata nell’esito dai senatori a vita, il centro-destra insorge regolarmente contro quello che non ritiene un loro diritto al voto, ma escluso che lo faccia con l’idea o la speranza di essere esaudito (nel qual caso, infatti, bisognerebbe ampliare d’urgenza i luoghi di ricovero nei reparti di demenza presso le strutture pubbliche), rimangono chiari due punti:
1) i senatori a vita in quanto per legge facenti parte dell’assemblea con poteri e diritti uguali ai colleghi eletti, hanno, continueranno ad avere e nessuno glielo potrà mai togliere, il diritto di voto, giusto o sbagliato che sia, a favore di chi più piace e garba loro;
2) ove anche parte o tutti i senatori a vita dovessero passare a miglior vita, il presidente della repubblica potrà liberamente sostituire sino a cinque quelli di sua spettanza, ed essendo presidente sino al 2013 l’On. Giorgio Napolitano, già alto dirigente del Partito comunista, solo i gonzi possono pensare che gli eventuali sostituti non saranno scelti tra persone di sicura appartenenza alla sinistra, con il che verrà mantenuta l’attuale situazione.

Non rimane, per completare l’esame, da considerare la possibilità che grazie a vile ma strabordante nella quantità pecunia, vale a dire una grossa partita di Euro (la moneta che notoriamente ha messo in ginocchio larga parte degli Italiani) qualche senatore possa cambiare collocazione e, ammantato naturalmente da pentito salvatore della Patria, si venda al centro-destra.

Ritengo irreale anche questa ipotesi.
Chi governa una Nazione ed in particolare una grande ed importante come la nostra, dispone di mezzi inimmaginabili, anche economici, per evitare pericoli del genere e, quindi, ritengo solo ipotizzabile ma non certo reale la possibilità di una caduta del governo di centro-sinistra a seguito del prezzolato “tradimento” di alcuni senatori che fanno parte dei partiti che lo compongono.
E allora?
Allora:
1) senza che qualcuno urli ad un tradimento per quello che sto per dire, il centro-destra esamini obiettivamente di volta in volta se non possa essere più utile anziché un’opposizione preconcetta, un appoggio esterno a quei provvedimenti ed a quelle leggi che il centro-sinistra non può assumere senza il concorso determinante e condizionante delle sue componenti comunista e verde, alle quali è poi costretto a dare dannose contropartite;
2) il centro-destra si mantenga unito, allarghi la possibilità di partecipazione al suo fianco di formazioni come quella di “Stella e Corona” ad oggi escluse ma che sarebbero state determinanti nelle elezioni politiche del 2006 e che potrebbero esserlo nelle prossime, ed inizi il cammino verso le elezioni 2011 (centocinquantenario dell’unità e del Regno d’Italia) con una politica seria priva di insulti e stupide quanto inutili liti con gli avversari, che dia fiducia agli elettori, cominciando la rimonta dalle elezioni amministrative della prossima primavera.