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PANORAMA POLITICO


autore: 
Giancarlo Vittucci Righini

Continua l’esistenza travagliata del Governo Prodi, a causa dei cosiddetti DICO e del problema previdenziale in politica interna, e della presenza delle nostre truppe in Afghanistan per quanto attiene alla politica estera. Da rilevare l’attività forsennata accompagnata da inaccettabili ingiurie nei confronti del Sommo Pontefice e della Chiesa Cattolica da parte dell’estrema sinistra e dei gruppi radicali ed omosessuali a favore dei DICO, che mirano sostanzialmente all’introduzione nel nostro ordinamento legislativo del matrimonio tra persone dello stesso sesso (com’è già avvenuto in Spagna ad opera del Governo Zapatero).

Per contro Papa Benedetto XVI e la CEI in persona del suo nuovo Presidente hanno affermato in modo chiaro la loro ferma ed irriducibile opposizione ad un simile stravolgimento in nome dell’etica e del diritto naturale.
I cosiddetti “teodem” cioè i cattolici che militano a sinistra, sono rimasti spiazzati e si sono divisi; in parte si sono dichiarati contrari ai DICO come la Sen. Binetti, in parte hanno invitato la Chiesa ad occuparsi di religione e non di politica come la Bindi, che si è però data la zappa sui piedi dal momento che la pretesa riforma legislativa mira ad attribuire la qualifica di famiglia ad unioni che con la famiglia e con la morale nulla hanno a che fare.

Vi è poi il problema scottante della riforma previdenziale.
Il ministero del lavoro ha proposto la revisione al ribasso dei coefficienti per il calcolo delle pensioni incontrando l’immediata ostilità dei sindacati, compreso quello socialcomunista, che hanno dichiarato concordemente che entreranno in sciopero.
Intanto la strada per la costituzione del Partito democratico nel quale dovrebbero confluire DS e Margherita è sempre più in salita, anche se almeno per ora i risultati dei congressi di sezione appaiono confortanti per Fassino; circa il 75-80% per la lista patrocinata dal segretario dei DS, mentre il resto va a gruppi di minoranza del correntone (Mussi – Salvi) e della lista apeggiata da Angius. Intanto però continuano le defezioni da parte di dirigenti ed attivisti della sinistra.
Presto tornerà al pettine anche la questione Afghana per la quale è molto probabile che il Governo non riuscirà più a raccogliere la maggioranza dei voti al Senato, a causa dell’ostruzionismo di esponenti dell’estrema sinistra e dell’inasprirsi della situazione sul terreno, dato che bande di talebani per sottrarsi all’offensiva scatenata dagli americani con l’apporto di truppe britanniche, canadesi e olandesi si stanno dirigendo verso i territori dove si trovano i nostri reparti.

Abbiamo appreso con soddisfazione e con sollievo dal quotidiano il Giornale che la Procura della repubblica di Como ha chiesto e ottenuto l’archiviazione di tutte le gravi ed infamanti imputazioni mosse nei confronti di S.A.R. Vittorio Emanuele di Savoia.
Singolare ed ignobile il silenzio della quasi totalità dei
mass media (TV e carta stampata), che tanto si erano distinti nel lanciare palate di fango sul Principe sabaudo.

Altrettanto singolare ed assordante il silenzio dedicato dalle stesse fonti ad un increscioso episodio nel quale è risultato coinvolto un parlamentare portavoce della sinistra-centro, che avrebbe dimostrato un particolare interesse nei confronti di transessuali.
Dobbiamo riconoscere che nel nostro Paese i mass media sono forti con i deboli, ma debolissimi con i cosiddetti poteri forti, per cui i detentori del potere troppo spesso possono fare quello che loro aggrada, senza che nessuno lo venga a sapere.
Troppo spesso alla faccia della legge sulla privacy, stralci di conversazioni telefoniche e persino di interrogatori resi in sede giudiziaria vengono pubblicati su giornali e riviste con dovizia di particolari piccanti, senza che i responsabili vengano individuati e puniti come meritano.
Troppo spesso notizie gonfiate o addirittura false vengono propalate ai quattro venti con il fine deliberato di fare scandalo e di solleticare l’interesse pruriginoso del pubblico e praticamente mai avviene che i propalatori subiscano le sanzioni penali e pecuniarie che avrebbero meritato per il loro indecente comportamento.
Con grande ritardo, quando ormai il danno era diventato irreparabile (180 agenti del Servizio Segreto Militare intercettati, rivelata l’identità di 85 agenti segreti italiani e stranieri, utilizzato integralmente un documento sequestrato nell’ufficio romano del Sismi, benché tale documento fosse già stato trasmesso con alcuni passaggi oscurati, perché riservati) il Governo Prodi si è finalmente deciso ad apporre il segreto di Stato ed a rivolgersi alla Corte Costituzionale chiedendo l’annullamento del decreto di rinvio a giudizio emesso il 16 febbraio scorso nei confronti del Gen. Nicolò Pollari, all’epoca capo del nostro Servizio Segreto Militare, nonché di ben 26 agenti della CIA e di vari nostri agenti, tutti accusati di concorso nel sequestro di Abu Omar, sospettato di attività terroristiche in territorio italiano.