Il Governo Prodi ha varato un disegno di legge sulle coppie di fatto, i cosiddetti DICO che stanno per diritti e doveri delle persone conviventi che rappresentano una pericolosa forma di concorrenza alla famiglia naturale, e che hanno essenzialmente lo scopo, neppure recondito di legalizzare le unioni tra persone dello stesso sesso.
La Chiesa Cattolica con l’appoggio delle numerose e potenti organizzazioni che fanno riferimento ai valori cristiani ha organizzato il Family day, un raduno al quale hanno aderito sia l’opposizione di centro-destra, che numerosi esponenti governativi di primo piano dell’UDR di Mastella e della Margherita.
Ne consegue che i DICO non hanno alcuna possibilità di essere approvati quanto meno al Senato.
I Democratici di Sinistra e la Margherita hanno nei rispettivi congressi disposto la fusione nel Partito Democratico, ma la corrente di sinistra di Mussi e Salvi e quella capeggiata da Angius, che complessivamente raccolgono circa il 25% degli iscritti ai DS ed hanno un forte seguito nella CGIL sono uscite dal partito e si apprestano a costituire un movimento di ispirazione socialista.
Anche nella Margherita vi sono esponenti di primo piano poco propensi ad aderire al nuovo partito.
Il principale motivo del contendere è rappresentato dalla questione dell’adesione o meno all’Internazionale Socialista auspicata dai DS e negata dalla Margherita.
Vi sono poi altri problemi rappresentati dalla futura classe dirigente del Partito Democratico.
E’ evidente che data la loro superiorità numerica e l’efficienza della loro organizzazione, i DS non avranno difficoltà a prevalere sulla Margherita, per cui i vari D’Alema, Veltroni, Fassino non dovrebbero faticare ad imporsi sui vari Rutelli, Marini, ecc.
Vi è poi l’ulteriore problema rappresentato da chi assumerà di fatto la direzione del nuovo partito e quali saranno le sue mansioni. Vi è chi parla di un unico segretario solo coordinatore, chi addirittura di due, uno ei quali di provenienza DS, l’altro della Margherita. Fassino si è già proposto quanto meno come coordinatore ma è osteggiato da D’Alema. Vi è poi chi guarda a Veltroni, attualmente Sindaco di Roma, chi ad Anna Finocchiaro, un magistrato, attuale capogruppo DS al senato. Dall’altra parte vi sono i vari Rutelli, Marini, De Mita, ecc. che certamente non vogliono essere emarginati.
Com’è evidente la situazione è molto intricata e sono prevedibili future furiose lotte intestine.
Vi è poi da aggiungere che da recenti sondaggi il Partito Democratico dovrebbe poter contare su un elettorato pari ad appena il 21% dei voti, cifra molto inferiore a quella prevista dai suoi artefici che si illudevano di poter pervenire per lo meno al 40%.
Per quanto riguarda l’opposizione, da tempo l’On. Berlusconi parla di un partito della libertà nel quale dovrebbero confluire i partiti di centro-destra e che dovrebbe aderire al partito popolare europeo del quale già fanno parte attualmente Forza Italia, l’UDC di Casini e l’UDR di Mastella.
Tuttavia per ora è probabile che si addivenga soltanto ad una federazione tra Forza Italia e Alleanza Nazionale, in quanto sia l’UDC che la Lega Nord pare che non abbiano l’intenzione di aderire.
Comunque un importante banco di prova sarà rappresentato dalle elezioni amministrative che si svolgeranno a maggio.
Si potrà allora constatare se il malcontento nei confronti del Governo si tradurrà o meno in una sconfitta delle sinistre.
Molto spesso sul risultato di questo tipo le elezioni giocano fattori locali, per cui l’elettore di una certa parte politica può essere indotto a votare per un sindaco di parte avversa se è un buon amministratore. Inoltre soprattutto nei piccoli centri vi sono molto spesso liste che si qualificano come indipendenti, per cui è difficile attribuire i loro voti ad un particolare schieramento politico,