Siamo sovrastati da una infinità di problemi e le incognite del futuro ci mettono in angoscia.
Effetto Serra, ghiacciai che si sciolgono, la neve che tarda a venire e forse non verrà…
Tutti prima o poi ci ritroviamo a discutere di decadimento morale e la mancanza di valori ad esso connessi.
La corruzione imperante e l’apoteosi della rapacità ci fanno pensare che forse noi che ci accontentiamo di amare le nostre piccole patrie, le nostre tradizioni, desiderando un ritorno ad una vita più naturale, forse dicevo, siamo dalla parte del torto.
Dobbiamo ammettere che la società nella quale agiamo, è stata costruita nel corso dei millenni: errore su errore anche se, per migliaia di anni il progresso è stato lentissimo.
Improvvisamente negli ultimi duecentocinquant’anni le scoperte tecnologiche e scientifiche hanno subito una accelerazione per certi aspetti devastante.
Non possiamo nascondere che questo sviluppo sia andato di pari passo con l’incremento demografico ma che le ricchezze ed il potere politico si siano concentrati nelle mani di poche
persone e questo ci fa riflettere sul fatto che noi, persone normali, viviamo in una democrazia virtuale.
Questo modello economico così globalizzato se da un lato produce incremento della popolazione, d’altro canto porta alla distruzione sistematica delle risorse del pianeta infatti l’indice di crescita è senza precedenti in tutta la storia dell’umanità.
Si dice che non vi sarà inversione di tendenza, nel 2030 ci troveremo vicini vicini, in ottantacinque, novanta miliardi.
Sappiamo che il numero degli essere umani delle zone ricche del mondo, il loro comportamento conducono all’esaurimento delle risorse, in un pianeta sempre più inquinato.
E’ evidente l’equazione: più persone più cibo, più consumi di acqua e di energia.
Quante foreste dovremo disboscare perché le popolazioni possano cibarsi?
E soprattutto sarà possibile?
Sappiamo già oggi che nei mari, il pescato è diminuito e molte specie sono sparite.
Lo squilibrio dell’atmosfera, piante che fioriscono in pieno inverno, scarse piogge, mancanza di neve, sono stati indotti da comportamenti voluti da coloro che mettono al primo posto la produttività e le ricchezze?
Ci chiediamo a questo punto se tutto ciò sia stato pianificato e se oggi l’umanità si trovi ad un punto di non ritorno. Non lo crediamo poiché ciascuno di noi ha al suo interno la capacità di cambiare se stesso e di conseguenza contribuire al cambiamento di tutti gli esseri umani.
Non dobbiamo perdere di vista le priorità che fanno dell’uomo un essere spirituale, calato momentaneamente in una realtà materiale.
Ricordiamoci che tutto ciò che noi abbiamo di superfluo, forse è stato tolto ad un’altra creatura.
Migliaia di anni fa, in Cina, Lao Tzu il vecchio, elaborava un concetto che riteniamo sempre valido: “Meglio fermarsi in tempo che riempire il recipiente fino all’orlo. Una lama troppo affilata non conserva il filo a lungo. Stanze piene di oro e di giada sono difficili da proteggere.
L’arroganza nella ricchezza e nel potere attira su di sé la catastrofe”.
Come non essere d’accordo?
Seguire questa grande saggezza farebbe di noi persone migliori.
Insieme a Lao vogliamo ricordare ai potenti che:
“Alcuni vogliono impadronirsi del mondo e cambiarlo.
Io vedo che non possono riuscirci.
Il mondo è un recipiente sacro:
non è qualcosa che si può cambiare. Coloro che cercano di cambiarlo lo rovinano, coloro che cercano di impadronirsene lo perdono. Il saggio si astiene dagli eccessi, dagli estremi e all’arroganza”.
Riusciremo a seguire gli insegnamenti di Lao Tzu ?
Se così sarà, non avremo paura e riusciremo ad evitare gli aspetti catastrofici che ci vengono prospettati
in questi giorni da molti scienziati … tardivi.
Gaia, la Madre Terra, ci avverte sempre in tempo.
Spetta a noi saper leggere nei segni.