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I BOSCHI DI PENELOPE


autore: 
Armando Pupella

Gli interessi speculativi che riducono in cenere i nostri boschi sono diversi.
Al dolo si somma la colpa per mancanza di educazione civica. Ma non ha senso rimboschire e poi, per mancanza di prevenzione, permettere che delinquenti ed incoscienti brucino i boschi.
Si verifichi ogni forma di speculazione sugli incendi boschivi. Basta con i boschi di Penelope!!!

Ci lamentiamo dell’oscena pressione fiscale e dell’altrettanto indecente evasione tributaria, mentre si sprecano enormi risorse per mantenere un esercito di operai forestali regionali precari. Sarebbe opportuno far svolgere a detti operai altri lavori che possano occuparli per l’intero anno. Ci sono
tanti lavori da fare come l’arredo urbano e la manutenzione marciapiedi.

A Palermo, a causa del manto stradale deformato, viaggiare in macchina e in autobus equivale a navigare con mare forza cinque. Il costoso esercito di poveri operai forestali regionali potrebbe essere sostituito da un piccolo corpo mobile di operai statali, assunti a tempo indeterminato, motivati, attrezzati, che, per rimboschire, si spostino da una provincia all’altra e da una regione all’altra con decorose indennità di trasferta. Risparmieremmo un bel po’ di milioni di euro.

La mappatura delle zone bruciate sia effettuata dallo Stato tramite i Carabinieri, la Polizia e la Guardia di Finanza. Il migliore e più economico modo per spegnere gli incendi è quello di evitare che i boschi vengano incendiati.
Con la prevenzione scongiureremmo che persone ed animali vengano arsi vivi e, di conseguenza, eviteremmo incalcolabili danni ambientali ed economici.
Quando era ragazzo, a scuola, in primavera, si celebrava la Festa degli Alberi. Con maestri e professori si andava in campagna o in un parco cittadino per piantare alcuni alberelli. Il giorno
successivo era di rigore il tema
d’italiano sulla molteplice
utilità di “Fratello Albero”.

Sarebbe opportuno ripristinare quella simpatica e utile festa. Nei primi decenni successivi alla seconda guerra mondiale si educavano scolari e studenti ad amare gli alberi e la natura.
Allora si celebrava la Festa degli Alberi. Oggi si fa la festa agli Alberi riducendoli in cenere, distruggendo il
territorio e rovinando il turismo e la economia.