mensile di politica, cultura e informazione

CARBON TAX


autore: 
ITALIA REALE

E PANTALONE PAGA!

Negli ultimi dieci anni noglobal, Verdi, Sinistra antagonista, postcomunisti radical socialisti hanno espresso una forte critica agli Stati Uniti per non aver ratificato il Protocollo di Kyoto e non aver accettato di imporre la carbon tax , di ridurre i consumi, di aumentare il prezzo di energia e combustibili fossili.

Secondo i sostenitori della teoria del riscaldamento globale siamo nel bel mezzo di un catastrofico cambiamento climatico. La causa di tutto ciò sarebbe l’umanità, che per produrre energia, alimentare le sue attività, velocizzare i trasporti, consuma i combustibili fossili, producendo troppa anidride carbonica.

In questo modo l’atmosfera diventa più densa e l’effetto serra si moltiplica fino a bruciare il pianeta. Ed è per questo motivo che nel dicembre del 1997 è stato proposto il Protocollo di Kyoto, con cui le Nazioni più sviluppate dal punto di vista industriale (38 Paesi) si impegnavano a ridurre le emissioni del 5% a livelli degli anni novanta, entro una scadenza compresa tra il 2008 e il 2012.

Ma l’intera teoria del riscaldamento globale e soprattutto le responsabilità antropiche e di conseguenza le misure limitative per la riduzione di produzione, lavoro e consumo, sono state fortemente criticate dalla comunità scientifica internazionale,
nonché da ampi settori della società civile, quali università, associazioni
di imprenditori, sindacati e associazioni dei lavoratori, Paesi in via di sviluppo, ecc.

La critica non è relativa alla negazione del dato secondo cui stiamo vivendo in un periodo più caldo, ma si mette in dubbio che un eventuale riscaldamento del pianeta generi automaticamente i disastri paventati, e che non è affatto dimostrato che la causa del riscaldamento sia l’aumento della concentrazione dell’anidride carbonica, né tantomeno di quella prodotta da attività umane. La storia del pianeta e quella dell’umanità infatti ha visto l’alternarsi di glaciazioni e periodi molto più caldi di quello odierno, indipendentemente dalla maggiore o minore concentrazione
di anidride carbonica, dalla densità demografica e dallo sviluppo agricolo-
industriale raggiunto.

A questo proposito il Professor Antonino Zichichi, Presidente della Word Federation of Scientists, ha ricordato, nel corso di un seminario internazionale organizzato in Vaticano su Cambiamenti climatici e sviluppo, che “in mezzo milione di anni la Terra ha perso per quattro volte il Polo nord ed il Polo sud. Per quattro ‘volte’ i poli sono scomparsi e poi si sono riformati”.
In periodi più recenti abbiamo prove evidenti che ci raccontano che dal 900 al 1300 faceva così caldo in Europa che i Vichinghi riuscirono a navigare fino alla Groenlandia, chiamata terra verde perché libera dai ghiacci; riuscirono anche a coltivarla, mentre un successivo periodo freddo nel 1600 ha visto crescere enormemente i ghiacci alpini.

Rispetto alle ardite conclusioni sugli effetti della CO2, si sono rivelati molto più convincenti gli studi in cui si spiega che i cambiamenti climatici dipendono dall’influenza di forze quali il Sole, gli oceani, lo strato nuvoloso complessivo, il calore interno della terra, le attività vulcaniche, e che le attività dell’uomo hanno un’influenza marginale su fenomeni così complessi.
Sta di fatto che mentre in Italia i contribuenti pagano la carbon tax dal 1998 (Governo D’Alema) senza nessun risultato migliorativo, negli Stati Uniti non pagano nessuna tassa ma hanno ridotto le emissioni di CO2.
Al contrario l’UE che tanto si riempie la bocca di allarmismo ha visto la sua produzione di CO2 crescere.
La domanda che si pone è per quanto tempo ancora le persone dovranno continuare a pagare tasse per sostenere l’apparato propagandistico, catastrofista e ipocrita degli adoratori di Gaia?

(A.G.).
(Corrispondenza romana)