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PANORAMA POLITICO


autore: 
Giancarlo Vittucci Righini

Il 2° governo Prodi, ha ottenuto una risicatissima fiducia al Senato grazie al voto di Marco Follini, transfuga dal centro destra, già Segretario nazionale dell’UDC e attualmente leader di un micromovimento denominata “Italia di mezzo”; ma nonostante i peana di vittoria scatenati dai sostenitori della sinistra-centro si tratta certamente di un successo aleatorio e di durata assai breve.
Restano infatti da sciogliere a brevissimo termine i nodi irrisolvibili rappresentati dall’Afghanistan per quanto riguarda la politica estera, nonché dalle Grandi Opere con in particolare la TAV, i cosiddetti Dico e la questione previdenziale per quanto attiene alla politica interna.
Il fatto è che la maggioranza che sostiene Prodi è costituita da un’ibrida alleanza tra riformisti (moderati DS e Margherita) ed estremisti (Rifondazione Comunista, P.d.C.I. e Verdi) che sono praticamente in disaccordo su tutto. Hanno in comune soltanto l’odio per Berlusconi e l’interesse di continuare a governare.
D’altra parte al loro interno anche i riformisti hanno gravi problemi da risolvere.
Nei D.S. vi è un’agguerrita minoranza che non intende aderire al futuro Partito Democratico, mentre la maggioranza sostiene che comunque la nuova formazione politica deve aderire all’Internazionale Socialista; nello stesso tempo i seguaci della Margherita ed in particolare quelli di estrazione democristiana escludono a priori tale eventualità.

In massimo grado è urgente cha la nostra missione in Afghanistan sia rifinanziata e sono numerosi i senatori appartenenti all’estrema sinistra che hanno dichiarato che voteranno NO. Al loro voto, potrebbe sostituirsi quello del centro-destra, ma è evidente che a questo punto l’attuale Governo verrebbe a trovarsi in minoranza e Prodi avrebbe il dovere di trarne le conseguenze e di dimettersi.
Lo stesso Capo dello Stato ha già dichiarato che in questa eventualità il Presidente del Consiglio sarebbe costretto a rinunciare all’incarico ed a passare la mano.
Il Professore cerca di calmare l’ala sinistra della sua maggioranza sostenendo che la nostra è una missione di pace che ha lo scopo di favorire l’instaurazione della democrazia in Afghanistan ed allo stesso tempo fa orecchie da mercante alle sollecitazioni che gli giungono dagli Stati Uniti, i quali richiedono l’invio di rinforzi e che i nostri reparti assumano un ruolo militare attivo nel sud dell’Afghanistan accanto a quelli americani, britannici, olandesi, danesi e di altre Nazioni.
A questo proposito il Presidente Busch si è richiamato all’art. 5 dei trattati della Nato che “fu creata sulla base del principio che chi attacca un alleato li attacca tutti”, anche “se l’attacco avviene sul suolo di una nazione della Nato e anche se avviene contro forze impiegate in una missione all’estero”.
Oggi la sinistra-centro si finge orripilata dalle richieste americane, ma è opportuno ricordare che fu proprio con D’Alema Presidente del Consiglio che non soltanto gli aerei americani partirono dalla nostra base di Aviano per bombardare la Serbia, ma che anche la nostra aeronautica militare partecipò ai bombardamenti.
Prodi nel tentativo di conservare l’appoggio dell’estrema sinistra propone una conferenza di pace alla quale dovrebbero partecipare pachistani e talebani, e di acquistare l’oppio prodotto in Afghanistan a fini scientifici e medici, proposte entrambe irricevibili come ha già dichiarato Karzai, Capo del Governo di Kabul.
Al problema della violenza negli stadi culminato nell’atroce omicidio dell’Ispettore di Polizia di Stato Filippo Raciti, Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, si è aggiunto quello assai più grave rappresentato dal terrorismo.
Alla vigilia della manifestazione antiamericana di Vicenza, sono stati arrestati 15 estremisti di sinistra, otto dei quali militanti della C.G.I.L., con l’accusa di terrorismo. Di qui la necessità che il sindacato assuma precisi doveri di vigilanza e selezione interna nei confronti dei propri iscritti.
Resta in sospeso il problema delle grandi opere, in particolare quello della Torino-Lione, che però dev’essere affrontato con urgenza al fine di evitare che la nostra Nazione sia tagliata fuori da questa iniziativa di capitale importanza.

Silenzio almeno per ora sui suddetti “Dico”, che hanno il precipuo scopo di legittimare l’unione tra persone dello stesso sesso e che sono osteggiati in modo assoluto dalla Chiesa Cattolica.
Silenzio anche in ordine alla riforma della Previdenza, ormai indifferibile.
Il Governo vorrebbe elevare l’età prevista per il pensionamento e rivedere i coefficienti di calcolo, ma a questa misura si oppongono sindacati ed estrema sinistra.

Da quanto detto emerge chiaramente l’impossibilità da parte di Prodi e compagni di condurre una seria politica di riforma e la loro propensione a lasciar andare le cose in malora pur di salvare almeno momentaneamente le loro ben retribuite poltrone.
Per quanto riguarda la riforma dei nostri servizi segreti vi è da segnalare che la loro efficienza è stata gravemente compromessa dal processo avviato davanti al Foro di Milano nel quale è coinvolto il Gen. Pollari, oltre a decine di agenti operativi italiani e americani; i loro nomi che avrebbero dovuto restare segreti, così come le loro fisionomie sono stati rivelati da giornali e televisioni, mettendo in pericolo la loro stessa incolumità.

Inoltre è stata pregiudicata in modo forse irrimediabile la collaborazione con i servizi segreti delle Nazioni nostre alleate o che comunque collaborano con l’Italia nella lotta al terrorismo. Con quale fiducia d’ora in poi gli Stati amici potranno comunicarci notizie riservate e contattarci con i loro agenti sapendo che, in qualsiasi momento, le une e gli altri potrebbero essere rilevate e inquisiti sui massmedia? E’ assolutamente necessario che il Governo, in ciò sostenuto dal Parlamento, adotti in materia provvedimenti che ne assicurino in modo assoluto protezione e riservatezza.
E’ anche opportuno ricordare che proprio grazie all’opera encomiabile dei nostri servizi l’Italia non ha subito durante il Governo Berlusconi attentati come quelli avvenuti in Spagna ed in Inghilterra.