Come preannunciato si è svolta, a Torino, sabato 7 ottobre, l’Assemblea Nazionale di Alleanza Monarchica che ha eletto i nuovi dirigenti del Movimento.
I numerosi partecipanti sono intervenuti nel dibattito che ha trattato vari argomenti, riguardanti le attività future e la posizione di Alleanza Monarchica nella società.
A seguito della relazione del Presidente Nazionale Roberto Vittucci Righini sono intervenuti: Massimo Nardi, Gennaro, Rosanna e Valeria Crispo Pirone de’Buoi, Massimo Mallucci, Marina Marino, Roberto Picchiani, Roberto Carraro, Antonio Battaglia, Ezio Migliorini, Giorgio Zampieri, Ezio A. Susella, Luigi Cartei, Roberto Rizzo.
Tutti hanno convenuto nella necessità di mantenere un ruolo politico ed operativo all’Alleanza Monarchica che dovrà proporre la Monarchia come progetto di rinnovamento della Società e dello Stato, con rifiuto a venir coinvolti in dispute dinastiche.
E’ stato, poi, approvato all’unanimità, il seguente comunicato stampa:
Alleanza Monarchica - Stella e Corona, riafferma il proprio ruolo di movimento politico , svincolato da qualunque circolo dinastico o gruppo di cortigiani.
Propone la Monarchia come progetto di ripensamento dello Stato, ormai in mano di oligarchie privilegiate che si impongono attraverso gli esattori e i burocrati.
Chiama a raccolta tutti i monarchici, estimatori delle varie Dinastie che regnarono in passato su parti della nostra penisola, per costituire una vera unità di pensiero e valorizzare l’identità nazionale.
Nell’ambito di tale programma accoglie l’adesione del Movimento “Toscana Granducale”, al cui rappresentante affida una Vice Segreteria Nazionale.
Intende:
- Porsi dalla parte dei più deboli e difendere l’identità del popolo italiano, di fronte alla globalizzazione ed ai poteri forti della economia mondialista chene vanifica il lavoro ed i risparmi.
- Mettere in discussione questo Super-Stato Europeo di tecno burocrati, affaristi delle varie lobbyes economiche che ne impongono il culto onnipotente, insieme al pensiero unico.
- Partecipare, senza pregiudiziali, alla costruzione di una nuova Italia, attraverso la propria presenza elettorale, con decisione suicida rifiutata dal “Polo”, in occasione delle ultime elezioni, viste le percentuali che ne hanno determinato la sconfitta.