Nella riunione della Giunta Nazionale del nostro Movimento politico dell’11 giugno 2005 in Firenze, il Dr. Manfredo Ulivieri rivolse la domanda “Chi c’è dietro l’Alleanza Monarchica”?
In un primo momento devo confessare che mi inquietai:
possibile, pensai, che vi possano ancora essere persone che dalla nostra continuità di pensiero, dalla costantemente espressa fedeltà incrollabile in taluni ben identificati ideali, dalla linearità della nostra azione dal febbraio 1972, data della fondazione dell’Alleanza Monarchica in contemporanea con la scomparsa e fagocitazione nel M.S.I. del Partito Monarchico, nutrano ancora dubbi su chi noi si sia?
Possibile che vi siano Italiani, monarchici, che non si
rendano conto dei sacrifici che forse unici affrontiamo
anno per anno, giorno per giorno per tener viva quella
fiammella che il Cav. Falcone Lucifero, Ministro della Real Casa, il quale mi onorò della sua simpatia e benevolenza (non posso dire, rispettandolo, amicizia, data la differenza di età) negli ultimi anni della sua lunga vita più di una volta mi disse di vedere particolarmente in noi riposta?
La domanda dell’amico Ulivieri mi ha poi portato a riflettere ed a capire che se lui, Dirigente dell’Alleanza Monarchica, poteva nutrire dubbi, essi a maggior ragione potevano albergare in taluni dei lettori di questo Mensile, ed ecco, quindi, la risposta.
Sin dal febbraio 1949, giorno in cui a 13 anni mi scrissi con mio fratello Giancarlo di un anno maggiore, al Partito Nazionale Monarchico, divenendone con lui, dopo pochi mesi, dirigente giovanile torinese, ho avuto dentro e dietro di me, unicamente e sempre il più profondo, incrollabile e costante amore verso l’Italia e la Monarchia dei Savoia, inculcatomi da mio Padre e mio Nonno, Ufficiali di Cavalleria del Regio Esercito, e alimentato dalle persone frequentate e dalla lettura di libri di storia.
Al contrario del Sig. Maurizio Costanzo che ho sentito affermare nella sua ormai archiviata trasmissione televisiva serale, che “solo le bestie non cambiano idea”, a giustificazione dei tanti, troppi voltagabbana e camaleonti che a fini del tutto opportunistici e di greppia, sono pronti a mutar pensiero ed a sputare addosso a persone e ideali che condividevano sino al giorno prima, non ho mai patito dubbi o subito tentennamenti, nonostante anche vistosi e idioti sgarbi e attacchi di persone che - almeno ufficialmente - dovrebbero pensare come me, ma ai quali lo sgargiare dei manti o l’autocreatasi ridicola pompa evidentemente offuscano cervello ed occhi.
Sempre rispettato dagli avversari politici alcuni dei quali hanno avuto la cortesia di indirizzarmi espressioni di stima non per il mio pensiero, bensì per non averlo – nonostante le tante dolorose traversie e disavventure patite quale monarchico – mai cambiato, da fondatore con altri amici dell’Alleanza Monarchica e suo Dirigente sin dall’inizio, mi sono costantemente operato a che il nostro Movimento politico si attestasse sulla stessa linea di pensiero, fedele in primo luogo alla nostra Patria in conformità anche al detto di S.M. Umberto II “l’Italia innanzitutto” e, quindi, alla Monarchia incarnata da Casa Savoia.
E Casa Savoia, checché ne possano dire i cortigiani dell’una o dell’altra sponda che non si rendono conto del danno che procurano all’ideale monarchico da beghe interne oltretutto incomprensibili per chi monarchico non è, ha per Capo (non fosse altro in quanto non esiste istituzione, organo o persona che possa legittimamente ed autorevolmente statuire il contrario) S.A.R. il Principe Vittorio Emanuele, seguito dal figlio S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto e – almeno allo stato attuale in mancanza di discendenti maschi di quest’ultimo – da S.A.R. il Principe Amedeo d’Aosta e da S.A.R. il Principe Aimone delle Puglie.
La gerarchia di cui sopra costantemente affermata anche su questo Mensile, non avrebbe ragione di venir ora ripetuta se non vi fossero purtroppo persone che per mancanza del ben dell’intelletto, piaggeria o servilismo, periodicamente mettono in dubbio il nostro pensiero creando nel contempo ridicole e opportunistiche
scalette sul più alto gradino delle quali pongono sé stessi quali “fedelissimi”, seguiti dai “fedeli”, dai “fedelini”, dai “fedeluzzi”, dai “fedeli così così”, e via via sino agli “infedeli”.
Mi pare di aver già scritto in passato che è ora che diventino furbi e cessino di apparire lesi nel cervello, vale a dire perfetti DEFICENTI ma – nel dubbio di non averlo ancora doverosamente fatto – lo ripeto a lettere maiuscole.
Chiarito così ulteriormente un punto che a noi fa solo perdere tempo mentre per altri rappresenta l’essenza ed il completo contenuto dell’essere monarchici, parliamo di questo Mensile purtroppo oggi, in mancanza di maggiormente validi mezzi di propaganda, il più efficace – a pensiero di molti – strumento di diffusione del pensiero monarchico in Italia.
“Italia reale” a differenza di altri (purtroppo pochi) giornali monarchici, non è un “notiziario” e cioè non si limita a riportare notizie del mondo monarchico; il nostro, come dichiarato in testata, è – o almeno vorrebbe essere – un “Mensile di politica, cultura e informazione”, vale a dire ha l’ambizione di occuparsi di politica (nazionale e internazionale), di cultura (nella quale rientrano la storia, la letteratura, ecc.) e di informazione (attualità), volgendo contemporaneamente lo sguardo, nei limiti delle sue poche 16 pagine mensili, al passato, al presente e all’avvenire.
Da qui la necessità di trattare argomenti dal contenuto
più vario possibile, grazie a collaboratori tra i quali non vi sono grandi firme dato che sono tutti volontari e nessuno è retribuito, collaboratori però validissimi che sono scremati tra i tanti che ci inviano articoli e pezzi, con pubblicazione di quelli di maggior interesse per la generalità dei lettori i quali per età vanno dai ragazzini ai centenari, per titolo di studio dalla licenza elementare alla cattedra universitaria e per la collocazione politica dai repubblicani (anche se non molti) ai monarchici, o dai simpatizzanti dei Ds parimenti pochi) a quelli della Casa della Libertà.
Anche i redattori e collaboratori del Mensile non sono omogenei nel pensiero a parte la fedeltà all’Italia ed alla Monarchia; su vari punti le idee politiche di coloro che scrivono per “Italia reale” non coincidono ed ecco così che anche su uno stesso numero del Mensile possono apparire articoli dal contenuto tra loro contrastante.
Ognuno di noi ha le proprie idee e così le ha l’autore di questo articolo che però quale Direttore del Mensile
si è imposto da sempre di rispettare pensieri non conformi ai propri, pubblicando anche articoli che non
condivide o condivide solo in parte, e ciò per due motivi.
In primo luogo per democratico rispetto verso le idee altrui dato che è pacifico che solo nelle dittature esiste il “verbo”, vale a dire il pensiero sommo, indiscutibile e indiscusso sovente autoimposto per garantirsi la vita o quanto meno la libertà (ne è esempio la Cuba miserabile ed affamata dello straricco Fidel Castro, osannata da troppi italioti trinariciuti che ben si guardano dal trasferirvi la loro residenza abbandonando l’ “immonda pseudodemocrazia italiana”).
In secondo luogo in quanto uno degli scopi che da sempre si prefigge il nostro Mensile è quello di esporre ai lettori argomenti sui quali possano soffermarsi e ragionare formandosi, attraverso anche la contrapposizione di idee esposte nei vari articoli, un proprio convincimento, elaborando a loro volta un pensiero sui vari temi, che non necessariamente deve coincidere con l’uno o gli altri riportati da noi.
“Italia reale” anche per questo si distingue non solo dall’altra stampa monarchica ma altresì, riteniamo, da tutti gli altri organi di stampa italiani, compresi i cosiddetti indipendenti che tali però nella realtà non sono in quanto pubblicano articoli che rispecchiano sempre il parere-volere dell’editore.
L’Avv. Massimo Mallucci nel pezzo non firmato “Opinione
libere” pubblicato in calce a pagina 2 del numero di settembre, dopo aver elencato le caratteristiche che per i “costruttori del consenso e i padroni della politica” devono condizionare il pensiero umano, ha concluso “Contro la schematizzazione dei cervelli e questi metodi da vero terrorismo intellettuale, afferma il tuo diritto ad avere opinioni libere e ‘non politicamente corrette’.
Sottoscrivi e fai sottoscrivere contributi a Italia reale”.
Amici Lettori, se conoscete altri giornali che, pure nella fedeltà a determinati indiscutibili ideali, non siano legati a carrozzoni e non siano condizionati dai “costruttori del consenso e dai padroni della politica” potrete dimenticare “Italia reale”, ma se non ne conoscete aiutateci – quale forse unica voce che in Italia non riceva finanziamenti pubblici, ma tiri faticosamente avanti grazie a Voi – e non permettete che la mancanza di mezzi economici ci tappi prima o poi la bocca.