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Era Ora !


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Italia Reale

Sono occorsi più di 56 anni alla repubblica italiana per eliminare l’assurdità e l’aberrazione di una norma contemplante l’esilio (pena bandita da tempo da tutte le Nazioni civili) per i discendenti maschi dei Re d’Italia, e la maggioranza del popolo italiano senza distinzioni tra monarchici e repubblicani, tira un sospiro di sollievo nel vedere la nostra Patria adeguata finalmente ai principi della Carta dell’Onu.

La maggioranza del popolo italiano abbiamo scritto, in quanto alcune persone ed alcune fasce di intransigenti con gli altri, quanto duttili e malleabili con sè stessi, si sono opposti sino all’ultimo.

Tanto più indegna è stata tale opposizione per essere stata portata avanti da persone che si vantano ad ogni piè sospinto di essere democratiche e che tale loro infondata pretesa tentano costantemente di spacciare come vera. Lasciamo perdere quei quattro gatti dell’Associazione mazziniana italiana rappresentati da tali Maurizio Viroli e Roberto Balzani, che tra le altre stupidaggini hanno pomposamente quanto del tutto infondatamente asserito che i due Principi esiliati avrebbero potuto rientrare in Patria senza alcun intervento sul testo costituzionale, solo che avessero rinunciato alle loro prerogative di appartenenti al Casato Savoia, prerogative che - prendiamo atto - anche i mazziniani pertanto riconoscono.

Lasciamo perdere anche i non meglio precisati “neoborbonici” che dopo aver dichiarato alla stampa di poter raccogliere 500 mila firme per un referendum contro il rientro dei due Principi, sono scomparsi come neve al sole.

A parte tali macchiettistici interventi contro Casa Savoia, si sono sentite anche le vocette di due figli di papà, in quanto tali diventati deputati, il repubblicano Giorgio La Malfa, che poi si è offeso per aver il Presidente del Consiglio On. Berlusconi abbandonato l’Aula di Montecitorio prima di un suo intervento, a dimostrazione dell’inesistente suo peso politico, e Bobo Craxi, figlio di quel Bettino, fuggito dall’Italia ed esule volontario per non finire in galera a seguito di condanne definitive per “tangenti”, del quale Indro Montanelli ebbe a scrivere il 3 giugno 1991: “La nomina di Vittorio Craxi, detto Bobo, alla carica di segretario cittadino del Psi milanese ci ha fatto improvvisamente comprendere le ragioni della longevità della Chiesa come istituzione: i Papi e i Cardinali non hanno figli. E se li hanno, li tengono nascosti”. Superate anche queste comparsate, veniamo a taluni giornalisti.

Paolo Isotta sul “Corriere del Mezzogiorno” dopo aver insultato la Dinastia che ha fatto l’Italia, scrive che i due Principi sarebbero prossimi cittadini italiani; pover’uomo, neanche sa che, invece, sono cittadini italiani dalla nascita. Oreste Del Buono su “La Stampa”, da “profondo conoscitore” della Storia d’Italia, ha affermato che “Se le cose fossero andate diversamente Umberto, Vittorio Emanuele, Emanuele Filiberto, sarebbero stati re”, dimenticando semplicemente che Umberto Re d’Italia lo è stato.

Gian Enrico Rusconi, sempre su “La Stampa” ha scritto “Non solo la repubblica è solida nelle sue istituzioni, ma non ha affatto bisogno di modificare il giudizio storico negativo sull’ultimo Savoia re d’Italia”; dato che l’ultimo Re d’Italia è stato Re Umberto II, sul quale non è mai stato dato di leggere un solo giudizio negativo anche Rusconi anzichè pontificare a vanvera prenda lezioni di Storia.

Maria Novella Oppo su “L’Unità” (giornale diretto da Fulvio Colombo che, da quanto si è letto, è riuscito a diventare docente universitario negli Stati Uniti solo grazie ed una donazione miliardaria dell’Istituto San Paolo; comunista peraltro assai strano dal momento che per anni è stato il massimo rappresentante della Fiat negli Stati Uniti, nonchè autore di libri dal contenuto altamente erotico e truculento, scritti sotto lo pseudonimo di Marc Saudade), ha affermato che i Savoia “hanno tradito e disonorato questo Paese”; comprendiamo, a fronte del rientro dei due Principi, la sua angoscia di comunista cioè di aderente ad una ideologia che le Famiglie reali massacrava.

Potremmo andare avanti, richiamare e citare altri “pregevoli” interventi da quelli dei rappresentanti della Lega (che si è astenuta nel voto in Parlamento) che hanno imputato a Casa Savoia la colpa di aver fatto l’Italia, a quelli, fatte talune eccezioni, del gruppo Verde (sotto il cui colore hanno inutilmente tentato di nascondere il rosso delle loro origini e anche della loro attuale appartenenza), a quelli di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani (la cui esponente Maura Cossutta - figlia di quell’Armando traghettore in Italia dei dollari con i quali l’Unione Sovietica sperava di trascinare la nostra Patria nell’orrore senza fine nel quale aveva fatto piombare le Nazioni dell’Est europeo - in intervento alla Camera l’11 luglio 2002, preannunciando il voto contrario alla fine dell’esilio, ha affermato “Noi Comunisti italiani, che siamo orgoliosi di chiamarci comunisti italiani e che abbiamo dato un contributo per tutte le battaglie di libertà e di democrazia …”; ma ci faccia il piacere!

La ciliegina sulla torta, la palma dell’insulsaggine, va però attribuita al consigliere dei Verdi al Comune di Torino, Giovanni Nigro, che dopo l’avvenuta approvazione da parte dei due rami del Parlamento, alla modifica della XIII norma transitoria della Costituzione, ha presentato a settembre un allucinante ordine del giorno chiedendo che i due Principi Savoia giurino fedeltà alla repubblica. Favorevoli naturalmente i Comunisti italiani, si è avuto il parere contrario del Sindaco di Torino, il D.S. Sergio Chiamparino, mentre il consigliere comunale e deputato A.N. Agostino Ghiglia ha commentato “Allora bisognerebbe anche costringere tutti i consiglieri comunali comunisti ed ex a chiedere scusa per i settanta milioni di morti causati dall’ideologia sovietica”.

A fronte delle sparute opposizioni, vi è stata la massa del Popolo italiano che, come detto, voleva che venisse sancita la fine dell’esilio, il che ora apre nuove possibilità per i monarchici non più limitati nell’azione dal timore di poter nuocere al rientro dei due Principi.
Abbiamo finalmente riacquistato il pieno diritto di agire liberamente e come più riterremo opportuno ed utile a favore dell’Istituzione monarchica; facciamone buon uso!