L'avete notato? Da quando è scoppiata la sporca guerra delle candidature i politici di tutti i colori si sono essi a dire proprio le stesse cose che noi scriviamo da anni su queste colonne.
Dicono che è una porcheria che i candidati vengano scelti e imposti ai vari collegi da due gruppi ristretti di dirigenti (Bertinotti li ha definiti oligarchie, rubandoci il termine senza pagare diritti d'autore), che gli stessi gruppi oligarchici stabiliscano a priori la consistenza parlamentare dei vari partiti senza che gli elettori possano farci niente, che alcuni candidati privilegiati vengano trapiantati da una parte all'altra d'Italia solo per garantir loro il cadreghino, e così via.
Si aggiunga lo scandalo del riciclaggio di uomini politici di varia estrazione degni di una discarica, che invece vengono ricuperati e rivenduti come nuovi ad un elettorato che è stato privato di qualsiasi possibilità di scelta degli uomini. Fino a qualche tempo fa “Forza Italia” deteneva la maggior parte delle azioni di questo colossale impianto di riciclaggio; adesso ha la concorrenza di “Democrazia Europea”, il Partito di D'Antoni, che ricicla addirittura gli scarti non riciclati da “Forza Italia” e dai partiti di sinistra. Sia chiaro: queste cose accadono da quando è in vigore l'attuale legge elettorale e noi l'avevamo previsto, detto e ripetuto fin dal principio.
Invece i politici, che sono sempre in ritardo, se ne sono accorti solo adesso.
Che si siano messi a leggere “Italia reale”, visto che da soli non ci arrivavano? Il fatto è che nessuno ha detto niente fino a quando i candidati hanno accettato docilmente le decisioni sovrane delle oligarchie; quando hanno cominciato a ribellarsi, a fare dei ricatti, a sfruttare a proprio beneficio gli impianti di riciclaggio degli scarti del riciclaggio di primo grado, i politici si sono sentiti improvvisamente illuminati dalla rivelazione ed hanno messo sotto accusa la legge elettorale che essi stessi avevano elaborato. Pittoresche le contorsioni e le contraddizioni degli uomini politici, di volta in volta sostenitori e detrattori del metodo proporzionale.
L'on. Fini - tanto per fare un esempio – si schierò con i proporzionalisti al tempo del referendum Segni; poi, confortato dall'alleanza con Berlusconi, diventò un acceso sostenitore del sistema maggioritario, fino al punto di contrarre una rovinosa alleanza con Mariotto Segni e di indire un referendum sulla legge elettorale, seppellito da una valanga di astensioni. Lo stesso Berlusconi si è mostrato piuttosto ondivago nel tempo, pur senza arrivare a così plateali contraddizioni. Gli esponenti della sinistra, poi, cambiano idea ad ogni stormir di fronde, secondo le loro convenienze del momento, dimostrando che per loro il sistema elettorale migliore è quello che rende loro di più in termini di seggi, non quello che dà i risultati migliori nell'interesse della Nazione.
Da tutte queste considerazioni i nostri lettori possono trarre una prima e importante conclusione: che conviene leggere attentamente questo nostro Mensile perché anticipa di molti mesi quello che avverrà; e che conviene sostenerlo e diffonderlo il più possibile, per dargli ancora più forza e autorevolezza.
Un'altra conclusione, più generale, è che viviamo in un mondo nel quale la Nazione e il popolo contano sempre meno, perché tutto viene fatto soltanto in funzione di interessi di parte. Perciò non basta votare e votare razionalmente, se non altro per evitare che il potere finisca nelle mani dei peggiori: è necessario rafforzare i movimenti come Alleanza Monarchica, che difendono disinteressatamente e tenacemente gli interessi nazionali e che, proprio per questo, non hanno mezzi sufficienti per fare chiasso e per invadere i mezzi di comunicazione.
Aiutare Alleanza Monarchica significa iscriversi, versare dei contributi, impegnarsi nell'organizzazione capillare del Movimento: solo così si può sperare di cambiare davvero qualcosa nella stagnante politica italiana.